Essere viaggiatori: gli errori da evitare quando si viaggia

Sembra facile viaggiare, no? Prepari il bagaglio, compri un biglietto e via: sei già dall’altra parte del mondo. Ma la differenza tra un viaggio riuscito e qualcosa che si può migliorare la trovi lì dove scopri di aver commesso qualche errore, di aver fatto qualcosa che forse poteva risparmiarti fatica e stress.

Spesso ci si concentra sui consigli: guarda questo, guarda quello, vai di lì, magari anche di là. E se fosse più facile andare per eliminazione? Identificare le cose da non fare, quelle che se le fai, poi qualcosa lo rischi. Cose piccole, organizzazione. Quelle che una volta che le hai imparate poi restano sempre con te. L’abc, insomma.

Poi possiamo muoverci in ogni direzione, decidere cosa vedere, cosa provare e a chi dar retta. Sapendo però, che c’è una base sulla quale tutto poggia: la nostra abilità di viaggiatori.

errori da non fare in viaggio

Essere viaggiatori: gli errori da non fare quando si viaggia

 

PRENOTARE TROPPO TEMPO PRIMA O TROPPO TARDI
Ma quanto tempo prima devo prenotare un volo? Ora, per fortuna, abbiamo le idee più chiare rispetto a un tempo: secondo una ricerca di Skyscanner, i voli nazionali vanno prenotati 4 settimane prima, quelli a breve raggio con 9 settimane di anticipo, mentre per le lunghe tratte è meglio muoversi 18-20 settimane prima. Su queste ultime, il periodo dell’anno in cui costa meno viaggiare, sembra essere maggio. Prenotare invece all’ultimo minuto è conveniente solo in caso di offerte.

USARE UN UNICO MOTORE DI RICERCA
Spesso si fa: ci si ‘affeziona’ ad un solo motore di ricerca perché diverse volte abbiamo trovato una buona occasione, un volo scontato, il prezzo più basso. La pigrizia non paga, in questo caso, e non si può dare per scontato nulla. Fare ‘zapping’ tra motori di ricerca e comparatori di prezzi è il modo migliore, e forse l’unico, per accaparrarsi la tariffa più bassa.

CAMBIARE SOLDI ALL’AEROPORTO
Errore da non fare: cambio sfavorevole e spesso commissioni sull’importo. L’aeroporto è forse il posto peggiore dove cambiare denaro e, a meno che non siamo davvero costretti a farlo, meglio aspettare di entrare in città e conoscere i tassi di cambio più favorevole oppure ritirare contante con la Carta di credito o Bancomat, all’interno di una banca.

MANGIARE NELLE ZONE PIU’ TURISTICHE
Sembra tutto più bello in prossimità dei grandi luoghi di interesse. Tutto tranne prezzi e, forse, la qualità. I ristoranti nei pressi delle zone turistiche sono aree di passaggio e non devono conquistarsi la clientela, sanno che molto facilmente domani ci sarà qualcun altro. Esplorare il ‘dietro l’angolo’, magari su consiglio di qualcuno del posto, porta sempre buoni frutti, si fanno incontri speciali uscendo, tra l’altro, dalle trappole per turisti.

errori da non fare in viaggio

USARE CARTA DI CREDITO CON COMMISSIONI OPPURE NON SAPERE A QUANTO AMMONTANO
Un modo per gettare via denaro è non essere al corrente di quanto ci costi usare la carta di credito all’estero. La sorpresa la troviamo nell’estratto conto, una volta tornati a casa e scoprire che, con l’ammontare delle commissioni, avremmo potuto viverci qualche giorno di viaggio in più, non è proprio una soddisfazione. Quasi sempre più conveniente usare un bancomat.

NON CONTRATTARE LA CORSA DEL TAXI
Non tutto il mondo è paese: se in Italia la corsa del taxi non si contratta e non si discute, in altre parti del mondo diventa una tecnica di sopravvivenza. Salire su un taxi sprovvisto di tassametro senza aver concordato in anticipo il prezzo della tratta può rivelarsi una di quelle fregature che non si dimenticano in fretta.

NON ANDARE IN OSTELLO
La parola ‘ostello’ ad alcuni, fa paura. Sembra un luogo pieni di giovinastri zaino in spalla dall’aspetto malandato, con grandi camerate dove dormire è un’impresa impossibile. Poca pulizia e molto viavai e, superati i 16 anni, ci si sente vecchi. Di tutt’altra la natura la verità dei fatti: gli ostelli sono invece il punto di partenza per conoscere e socializzare con altri viaggiatori, dispongono si, di camerate, ma anche di singole o doppie, free wi-fi, ambienti per attività comuni, servizio lavanderia, escursioni. Prezzi contenuti e gente di tutte le età: provare per credere.

Dove prenotare:
Hostels.com 
HostelWorld.com
FamousHostels.com 

 

NON ANDARE ALL’UFFICIO TURISTICO LOCALE
Una miniera di informazioni su luoghi, eventi, festival, trasporti locali, sistemazioni. Non fare un salto all’ufficio turistico locale è perdersi qualcosa. Se ne trova uno quasi ovunque e il personale è spesso più informato di qualsiasi buona guida turistica.

NON APPROFITTARE DELLA SHARING ECONOMY
Condividere è la parola d’ordine e lo dobbiamo anche a Internet se oggi è possibile spostarsi nel mondo risparmiando, connettendoci con le persone del posto e vivendo i luoghi in maniera più vera. Che sia scambio casa o di ospitalità, condividere un mezzo di trasporto o incontrare gruppi locali con gli stessi interessi, le possibilità sono infinite e non approfittarne significa non cogliere l’occasione di uscire dall’abitudine di pensare che esistano solo alberghi, hotel, pensioni o affini.

Alcuni esempi:
Couchsurfing  Ospitalità gratuita
Airbnb  Scambio di abitazioni
Camp in my garden  Giardini di privati messi a disposizione di chi viaggia in tenda
Be Welcome Ospitalità gratuita

 

TENERE SOLDI E CARTE DI CREDITO IN UN UNICO POSTO
Una buona idea è suddividere: soldi, carte di credito, moneta locale e documenti tenuti nello stesso portafogli non sono mai troppo al sicuro, anzi. Si smarrisce o ci derubano del contenitore e tutto quello che avevamo va perduto. Avere tante tasche, portare con sé il meno possibile, magari una cintura portasoldi da legarsi in vita oppure al polpaccio.

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IGNORARE I CONSIGLI DELLE PERSONE DEL POSTO
Se una persona del posto ti guarda e ti dice ‘lì è meglio che tu non vada’ sarebbe saggio, molto saggio, darle ascolto. La sicurezza in viaggio è fatta anche di questo e, nessuno, meglio dei locali, conosce la reale situazione del luogo in cui ci troviamo. La nostra guida o le nostre informazioni potrebbero non essere aggiornate all’ultima ora. Le persone del posto, invece, lo sono sempre.

IGNORARE LA CULTURA LOCALE
Arrivare in minigonna nel Magreb o sbaciucchiarsi per strada, se si viaggia in coppia, in zone del mondo dove la relazione uomo-donna non prevede manifestazioni di affetto in pubblico significa che non abbiamo ben chiaro dove ci troviamo. Ignorare le regole culturali e i modelli di comportamento del paese che visitiamo è offensivo per chi ci ospita e indice di poca sensibilità. Adattarsi invece, una prova di apertura mentale e, perché no, capacità di adattamento. Primo requisito di ogni vero viaggiatore.

NON AVERE COPIE DI DOCUMENTI E PASSAPORTO
Può capitare. Che perdi il passaporto o la carta di identità e sei nei guai fino al collo. Avere una copia con sé e una, magari, salvata in rete o su chiavetta, permette di risparmiare tempo, denaro e una quantità di inutile stress, per niente utile alla tua avventura.

NON AVERE UN’ASSICURAZIONE DI VIAGGIO 
Il più delle volte si rivela una spesa inutile, tutto fila liscio e torniamo a casa sani e salvi ma poi arriva la volta in cui qualcosa succede, che non dipende dalla nostra volontà ma che ci costa magari centinaia, se non migliaia, di euro per trovare una soluzione. Stipulare un’assicurazione, soprattutto per lunghi viaggi, è un piccolo ma buon investimento.

Tra le migliori compagnie:
EuropeAssistance
AllianzGlobalAssistance
AxaAssistance

FAR SAPERE A TUTTI CHE SIAMO ‘TURISTI’
La macchina fotografica al collo, lo smartphone nella mano destra e la guida sottobraccio: spesso non ci accorgiamo di quanto siamo etichettabili agli occhi altrui come ‘turisti’. In alcune aree del mondo ostentare oggetti di valore non porta sempre bene, il rischio è che qualcosa finisca in mano di altri. E’ vero che risulta difficile non farsi notare ma se viaggiamo soli, in zone non troppo turistiche, meglio mantenere un profilo neutro. Non mettere in mostra significa anche non creare un’immediata distanza tra me e l’altro: io ricco, tu povero. Una delle basi del viaggiatore responsabile.

 

 

One Comment

  1. Tonia Lastilla Vitalone says:

    Pretendere di mangiare italiano anche all’estero ci preclude la possibilità di conoscere il Paese dove stiamo viaggiando. Un Paese si conosce anche dalle abitudini gastronomiche.

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