Viaggiare da soli ci rende più forti?

In realtà la domanda non è tanto ‘viaggiare da soli ci rende più forti?’ quanto: viaggiano da soli soltanto i più forti?

Dipende.

Ci sono quelli per cui partire in solitaria è un’urgenza interiore, quelli che prima o poi si buttano e quelli che, si, tanto vale dirlo, non trovano il coraggio. Le motivazioni di questi ultimi sono di solito due o tre: sai che noia, è pericoloso, non ho nessuno con cui condividere. Quale di queste tre categorie di persone sia la più forte non ci è dato di saperlo ma quello che invece è una certezza è che chi resta a casa, e guarda qualcuno allontanarsi nell’atto di partire da solo per un numero preciso o impreciso di giorni, ha molte più paure di chi prende di mira un orizzonte lontano e fa di tutto per raggiungerlo.

Partire da soli non significa essere impavidi, temerari e sprezzanti del pericolo. Significa mettersi in viaggio nonostante la paura e superarla viaggiando. Restare a casa o muoversi solo con altri, vuol dire invece restarci intrappolati dentro. Tutti i viaggiatori che ho intervistato alla domanda: ‘qual è stata la reazione delle persone alla tua idea di partire in solitaria?’  hanno risposto: ‘pensavano fossi matto’.

Poi, per fortuna, la storia di ognuno, parla da sé.

viaggiare da soli ci rende più forti

QUALI SONO I MOTIVI PER CUI VIAGGIARE DA SOLI CI RENDE PIU’ FORTI?

 

1- SUPERARE LA PAURA

Prima di partire fai previsioni catastrofiche. Riesci a immaginarti mentre perdi bus e aerei, qualcuno che ti scippa, non sai come muoverti. Invece poi succede che, appena varcata la soglia di casa, segui il flusso degli eventi e non resta il tempo per preoccuparsi, il mondo ha già aperto le sue braccia e tu cerchi di goderne il più possibile. Forse ti chiederai se sei tu ad aver superato la paure o se loro, in realtà, non sono mai esistite. Molto facilmente, non te ne ricorderai nemmeno più.

 

2- AUTONOMIA

Qualcuno la chiama autogestione anche se il termine risulta un po’ freddo e poco adatto a degli umani. Tradotto in fatti significa che, se viaggi da solo, puoi decidere l’andamento del tuo viaggio, cosa vedere, dove fermarti, con chi fare un pezzo di strada, con quale mezzo. Impari a mediare con te stesso, cosa che abitualmente ti tocca fare al lavoro, in famiglia e, a volte, neanche troppo volentieri. Il viaggio è tuo. E autonomia è quello di cui sarà pieno il tuo bagaglio, quando sarai di nuovo sulla strada di casa.

 

3- SOLITUDINE

Molto facile pensarsi soli e sperduti dall’altra parte del mondo, in città e paesi sconosciuti dove nessuno, ahimè, ti rivolge la parola. La realtà dei fatti smentisce questo timore da subito. Ovunque tu vada incontrerai persone, altri viaggiatori, gente del posto, qualche strambo personaggio che ti resterà nella memoria più di altri. Scopri così che puoi scegliere. Alterni momenti in cui decidi di essere solo con quelli in cui scegli di condividere tempo ed esperienze con altri. Comunque sia, sei tu a scegliere.

 

4- IMPREVISTI

Imprevedibile è sinonimo di viaggio. Col tempo, e qualche esperienza in solitaria nel tuo curriculum di giramondo, impari a destreggiarti e a reagire trovando soluzioni in tempi sempre più brevi. Sviluppi la tua capacità decisionale e organizzativa in risposta a quello che ti si pone sulla strada e che non potevi immaginare. Sai che l’imprevisto non è solo un ostacolo, potresti dover cambiare i tuoi piani anche in risposta a qualcosa di positivo: un bell’incontro, un luogo dove decidi di vivere, un’opportunità di lavoro.

viaggiare da soli ci rende più forti

5- SCOPERTA DI SE’

La strada è una buona maestra. Mentre davanti ai tuoi occhi scorrono oceani, montagne e foreste e sembra che tutto si debba ridurre alla pura contemplazione del bello, lentamente, scopri chi sei. Ed è proprio l’essere solo con te stesso, senza la distrazione dell’altro, che ti permette di aprire quello spazio interiore per guardare, come se avessi una lente di ingrandimento, e capire cosa ti piace, in cosa riesci, dove fatichi. Scoprire te stesso significa accettare i tuoi punti forti e, perché no, le tue debolezze.

 

6- OBIETTIVI

Hai scelto la meta, hai deciso di partire solo e quando arrivi a destinazione puoi, idealmente, piantare la bandiera. Puoi esserci arrivato per gradi , scegliendo mete via via sempre più impegnative, oppure esserti buttato subito in un sogno che tenevi nel cassetto. In quanti altri settori della vita puoi applicare questa procedura? Praticamente tutti.

 

7- SOCIALIZZARE

Viaggiare da soli cura la timidezza. Magari non subito, non è detto che capiti alla prima esperienza ma la capacità di socializzare è una delle abilità che si sviluppano nelle esperienze in solitaria. Ti prendi per mano e ti porti fuori dal guscio. La grande sfida dell’essere soli lontani da casa e da tutto ciò che, solitamente, ti contiene e ti è familiare.

 

8-AMMALARSI

E se poi mi ammalo e sono solo? Uno dei dubbi che porta come conseguenza quella di avere sempre almeno un compagno di viaggio. Qualche piccolo inconveniente legato alla salute è da mettere in conto e il fatto di essere soli non peggiora la situazione. Anzi. Si scopre che anche nei più remoti angoli della terra c’è qualcuno disposto ad aiutarci e che si sopravvive, si diventa più forti, in virtù di una ‘prova’ superata da soli.

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9- TRASPORTI

Pensavi che fosse difficile muoverti con i mezzi locali, da dove partono, quando arrivano, da che parte vanno. La metro, gli autobus, i taxi collettivi, i treni da prendere al volo diventano invece una delle parti più divertenti del viaggio. Diventi esperto in spostamenti e sai muoverti in ogni direzione e con qualsiasi mezzo a tua disposizione. Lo spirito d’adattamento è proprio lì dove sei tu e non hai più bisogno della business, di andare veloce, di un posto che sia solo tuo.

 

10- ISTINTO

Più viaggi da solo e più il tuo istinto si affina. Riesci a captare il pericolo e sai come evitarlo.La tua pancia ti dice di chi puoi fidarti e da chi invece devi stare alla larga. I tuoi sensi sono attivi e ciò ti permette di goderti l’esperienza ovunque ti trovi. Ti allontani dai soliti circuiti del turismo e puoi contare sul tuo orientamento che hai sviluppato negli anni, a suon di smarrimenti. Alcuni del tutto volontari.

 

E tu hai mai viaggiato da solo?

 

 

 

 

 

 

40 Comments

  1. No, non ho mai viaggiato da sola. E’ vero non me lo sono mai permesso, ho paura, medicine non ne posso prendere e vaccini neanche a parlarne ma è sempre più forte dentro di me la spinta che mi dice “osa e … vada come vada”

    Sonia

    • Stefania Cassani says:

      Ciao Sonia, sono molti i paesi in cui si può andare anche senza fare vaccinazioni e, con un pò di accortezza, non è detto che si debbano prendere medicine. Non conosco il tuo problema ma se ti dai la possibilità di iniziare gradualmente, partendo da mete facili e senza rischio, puoi goderti l’esperienza e capire fin dove spingerti.

      • Enrico says:

        Ciao Sonia, mi permetto di incoraggiarti sottolineando che ne’ la distanza del luogo visitato ne’ i rischi devono essere gli ingredienti principali per un viaggio solitario, fattibile anche in un week end.

  2. Alfio Gianni Vergini says:

    Se una persona pensa di partire deve farlo anche se ha dei dubbi . Se non lo fa poi potrebbe rimpiangere di non averlo fatto . Tornare a casa e sempre possibile , ma se uno rimanda la partenza poi magari non lo potrà più fare . Non bisogna avere paura dei cambiamenti , anzi sono utili . E’ solo la mia modesta opinione . Buon viaggio a tutti

  3. Diletta says:

    Sono partita da sola all’età di 21 anni per un anno dall’altra parte del mondo. E quando parti una volta poi non riesci più a fermarti. Personalmente ne avevo bisogno è stato difficile, molto difficile ma le soddisfazioni e tutte le emozioni che provi sono indescrivibili.
    Non penso che tutti siano per il “viaggio in solitaria”, solo un consiglio se e quando ve la sentite partite non c’è niente di cui aver paura, anche se non sarà facile.
    Buon viaggio 🙂

    • Stefania Cassani says:

      Grazie per il commento e per la testimonianza Diletta. Molte esperienze che sembrano difficili, alla fine, risultano essere le più importanti. Basta mettersi in cammino con mente leggera e un po’ di consapevolezza. E il mondo ti ricopre di sé…. 🙂

  4. Ho viaggiato da solo in moto diverse volte. Per week end o pochi giorni. Nel2013, a 39 anni, ho fatto la mia prima vera esperienza di viaggio in solitari in motocicletta tra Turchia e Georgia. Esperienza Fantastica nonstante alcuni piccoli problemi di salute a Tiblisi, Il viaggio in solitaria è qualcosa che ti entra dentro, ti rapisce, ti fa combattere contro le tue paure e senza che te ne accorgi sotto sotto un po’ ti cambia. Stare soli non vuol dire essere associali, anzi! Chi riesce a stare solo ed a convivere con la propria solitudine senza troppe difficoltà, conosce meglio se stesso e di conseguenza riesce a relazionarsi meglio con gli altri. Molti dei mie amici e dei mie famigliari mi davano del matto! Sinceramente un po’ li capivo i miei genitori in primis. L’anno precedente al viaggio sono stato coinvolto in un incidente su due ruote, vicinissimo a casa… ed ho rischiato un po’. Oggi posso dire di essere felice di aver fatto quella esperienza e devo ringraziare la mia compagna che non mi ha mia ostacolato e mi ha aiutato tantissimo a pianificare tutto. Se avete la possibilità di farlo un viaggio da soli, fatelo!

  5. Ne ho fatti diversi di viaggi in solitaria con la moto, il più bello tra anni fa da Frascati avevo in mente di girare la Croazia alla fine mi sono ritrovato ad Istambul!! La libertà mentale che si ha viaggiando da soli è assolutamente strepitosa, Chi non lo fa per qualsiasi paura gli suggerisco di…. partire prima possibile!!!!

    • Stefania Cassani says:

      Bellissima questa cosa Paolo, partire per vedere la Croazia e arrivare fino in Turchia.
      L’improvvisazione è la migliore compagna di viaggio….

  6. stefano says:

    Ho viaggiato da solo in Africa in sella alla mia vespa per 8 mesi dal Salento a dar es Salam. Sono abituato a viaggiare da solo.quando si è soli il tuo cervello funziona meglio a pieno ritmo e perde la furbizia di delegare ad altri il compito di risolvere i problemi che insorgono sulla strada. Ho raccontato la mia avventura in un libro il cui titolo è soli in Africa , io e la mia vespa.il loro può essere utile a chi desidera viaggiare da solo ma non sa come vincere le proprie paure.

  7. Il viaggio è una meta per ogni viaggiatore. Scoprire e scoprirsi capaci di andare ed esplorare luoghi, gente e limiti di se stessi e’ nella natura di tutti noi. Partire da soli con la consapevolezza che non ci sono ostacoli sulla strada di ogni nuovo esploratore… la ricerca di arricchimento del proprio io e’ la naturale evoluzione di ogni viaggiatore di ogni tempo…

  8. Angelo Grasso says:

    Viaggio solo spesso e volentieri,in moto al 90 per cento,

    per mancanza di intenti comuni o per per coronare un mio sogno,
    in islanda,in europa,all estero,fuori casa…

    in viaggio si respira e si riscopre se stessi,ci si emoziona e ci si spaventa, si vive una vita in miniatura, a volte vorresti condividere con chi hai di piu caro, dare un bacio alla tua amata, poi ti accorgi che lei non c’é piu e stai dando un bacio alla tua anima, ti rendi conto che é lei la tua vera amata, quella da coccolare, da nn lasciare mai sola.

  9. Ho viaggiato diverse volte in moto da solo. X me è una necessità, ricarico le pile in quei giorni che parto x viaggi in solitaria, almeno uno all’anno. È da quattro anni che oramai x me è un abitudine. Il primo anno mi sono svegliato una domenica mattina ed ho deciso. Pioveva a dirotto sono salito in moto e da viterbo sono arrivato sulle dolomiti. Da li quattro giorni di dolomiti in solitaria solo io e la moto. 13 passi alpini e 1200 km di dolomiti. Emozionante. Unico. Meraviglioso

  10. Chiara says:

    Bellissimo articolo! =)
    Da sola ho viaggiato una sola volta per il momento (in altri casi sono stata per conto mio solo per una giornata, mentre aspettavo che arrivassero altri amici da altre zone). In questo caso, ero alla fine del mio Erasmus in Polonia e mi è venuta una voglia assurda di andarmene da qualche parte da sola prima del mio rientro. Così ho deciso di andare a Zakopane, una località di montagna vicina a Cracovia, per una settimana tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2014: un hotel sperduto a due chilometri e mezzo dal centro abitato, assediato dalle pecore!:D Purtroppo non ho potuto spostarmi molto, perché era la prima volta che andavo in montagna e in quei giorni c’era molta nebbia, ho pensato che non fosse il caso di addentrarmi da sola nei boschi con quelle condizioni @_@ In ogni caso, sono stata davvero bene! Mi sono gestita completamente da sola, per una volta non dovevo seguire i ritmi e gli interessi (spesso diversi) degli altri, ma solo i miei, e ho anche imparato qualche trucchetto per evitare di farmi rubare di nuovo una valigia 😛
    Mi piacerebbe partire di nuovo, magari dopo la laurea così da essere mentalmente più libera, e questa volta per più tempo e con solo uno zaino in spalla, però voglio prima capire una cosa: perché voglio partire? Sento il bisogno di partire, ma se ci rifletto non riesco ancora a trovarne la ragione principale. Mettere alla prova la mia indipendenza? Vedere certi posti? Vivere qualche avventura perché la mia vita di tutti i giorni mi annoia?
    Credo che sia essenziale chiarirsi questo punto, che dite? =)

    • Stefania Cassani says:

      E’ molto semplice Chiara: viaggiare è una condizione naturale per l’essere umano. La curiosità di vedere cosa c’è oltre il cortile di casa è nata con noi.
      Grazie per il racconto!

  11. Ciao,
    Il primo viaggio da solo l’ho fatto grazie alla più grande delusione d’amore e da quel momento non sono più riuscito a smettere.
    Con diversi mezzi di trasporto ma le sensazioni rimangono sempre uguali…Libertà di movimento, d’espressione e tanta soddisfazione per la propria crescita
    Oggi dico grazie alla mia ex per avermi dato la motivazione di farlo.
    Ho provato dal viaggio organizzato alla vacanza studio passando dal volontariato inclusi i viaggi in vespa.
    Provando rischiate solo di confermare a tutti che avevano ragione.
    Buona strada a tutti.

  12. alberto angelici says:

    Viaggio da oltre 50 anni. In auto, camper, treno o aereo.
    A piedi ho percorso migliaia di chilometri. Il viaggiare a piedi ti insegna presto a distinguere fra il superfluo, l’utile e l’indispensabile. Tutto ciò che porterai ti graverà sulle spalle e, chilometro dopo chilometro, lo sentirai pesare sempre di più; dopo giorni di sentiero ho visto persone abbandonare cose leggere come un paio di calzini e giurare di sentire, dopo, lo zaino meno pesante.
    Il viaggiare a piedi, come allegorìa della Vita, t’ insegna a restare leggero, a circondarti di poche cose perchè quelle che servono davvero sono a volte meno numerose di quanto noi non si creda.
    Questo, fra i tanti, credo sia l’insegnamento più utile che il camminare lento mi ha insegnato e che ho cercato di trasferire nel mio quotidiano. Non sempre riuscendoci, però.

  13. Ho viaggiato tante volte da solo ed ogni volta mi sono accorto come sia impossibile viaggiare realmente da soli. Credo non si viaggi mai da soli ma si parta in solitaria per poi scoprire decine di persone lungo in viaggio che come te sono partiti all’avventura! Il mio ultimo viaggio da solo è stato in sardegna: http://www.mindthetrip.it/2015/08/25/viaggiare-da-soli-consigli-tratti-da-una-vera-esperienza-di-viaggio/

  14. ho viaggiato spesso da sola e ci ho preso gusto. l ‘anno scorso in India x venti giorni so stata bene e me la sono cavata bene nonostante il mio pessimo inglese.
    una volta ho provato con avventure nel mondo…ma alla fine voglio fa di testa mia…cosi mezzo viaggio mi so fatta un percorso da sola.
    bella e grande esperienza …tanto che quest’anno torno in India….da sola

  15. Alessandro says:

    Non ho mai viaggiato da solo, dopo tanto tempo mi sono fatto coraggio, visto che ho sempre difficoltà a trovare compagni di viaggio. Inizio con un viaggetto facile facile, giro della Francia in treno. Speriamo Bene.

  16. SabriaIT says:

    Si, molte volte! Il primo grande viaggio in solitaria nel lontano 1995: Germania, Polonia, Danimarca, Svezia, Rep. Ceca, Austria: zaino a spalla, per ostelli. IL VIAGGIO DELLA VITA, poco più che ventenne, con un minimo di organizzazione, molte informazioni e sono partita DA SOLA, con me stessa, le mie paure, la mia voglia di conoscere e conoscermi…
    Adesso continuo, certo, viaggio spesso da sola in Italia e all’estero per vari motivi e negli ultimi due anni, vado anche un paio di settimane in vacanza da sola, spostandomi zaino a spalla, con l’attrezzatura minima per restarmene in campeggio in Corsica, perché è rilassante e poi hai mare e monti insieme in pochi km! Viaggio ancora, e quando posso permettermelo mi sposto ancora più lontano ma il Primo viaggio in Solitaria, il mio Tour per mezza Europa lo porto nel cuore e fa parte di me, mi ha formato, mi ha reso diversa e mi ha aiutato nelle difficoltà della vita, facendomi affrontare e superare le paure e le incertezze, che è normale avere. Mi aiutato ad essere prudente anche, perché una donna da sola deve avere molte accortezze in più, ovunque si vada, ma, con il tempo, impari a fidarti del tuo intuito e ti muovi tranquillamente, lontano da casa come a casa. Bellissimo viaggiare da soli, come anche in compagnia certo MA è un’altro viaggio, è il tuo viaggio!!!

    • Giovanni says:

      Whoa, non riesco neanche ad immaginare come avrei fatto nel 95′ a viaggiare senza il mio smartphone. Tanto di capello per voi viaggiatori del xxesimo secolo. Anche io viaggio spesso da solo ma sempre col mio smartphone carico al massimo e una powerbank qualora servisse. Mi è capitato una volta di rimanere in mezzo al bosco con la batteria scarica e non è stato proprio una passeggiata capire da dove andare. Me la sono fatta addosso e mi è venuta l’ansia quando il sole stava calando. Ho corso come un dannato sperando di trovare in rifugio, una casa, qualunche cosa di urbano. Per fortuna ho preso il percorso giusto. Mai più senza GPS da allora. Brava davvero.

      • SabriaIT says:

        Il mio viaggio del XXesimo secolo era un itinerario per l’Europa, con mezzi pubblici, ostelli, non nella natura sperduta, cosa che non faccio quasi mai da sola e comunque non ben equipaggiata, quindi capisco la paura di restare senza riferimenti in un bosco.
        Nel mio zaino c’era la guida dell’ Hostelling International, le informazioni minime e due biglietti Arezzo-Berlino e Praga-Arezzo, con possibilità di fermarsi dove e quanto volevo, Infatti poi me ne andai in giro per la Polonia, Danimarca e Svezia, decidendo al momento …..
        Per il denaro avevo i travells cheques ed in ogni città mi compravo una mappa e prendevo le info trasporti…. ho seguito questo “schema” per molti viaggi, fino a quando non è comparso internet, le carte di credito, lo smartphone tra le mie possibilità ed allora il viaggio si è trasformato, ma resta sempre, ogni volta, un’esperienza a se stante ed emozionate… la prossima settimana in Normandia!!

  17. Riccardo says:

    si sempre solo ho viaggiato, in treno, moto, bici.
    Mi e’ servito molto.
    Ho dedicato il tempo alle cose che volevo, architetture, panorami, incotrare sconosciuti.
    Ho anche visto quali erano gli amici piu pigri (tutti), e da allora non penso sia la paura a fermare chiunque davanti ad un viaggio, ma la pigrizia.
    Mi e’ servito anche ad emigrare.

  18. Sono oltre 25 anni che viaggio in moto da solo. Sono ritornato da appena 5 giorni da un viaggio di 140 giorni in sud America. Visitando 10 Stati e percorrendo quasi 33.000 km. Nella mia lunga esperienza di motociclista ho visitato 133 Stati. In tutti i continenti. Percorrendo oltre 1. 200.000 km.

  19. Maurizio says:

    Premetto che se ho una data di partenza fissata e una di rientro vado in vacanza, non in viaggio.: se inizio a pensare ad un periodo di 6 mesi allora uso il termine viaggio. Turista ? Certo mica è un termine dispregiativo. Vado in Cambogia e non visito le rovine di Angor Wat perchè sono sempre affollate di “turisti” ?
    Devo aver visitato oltre 50 paesi e come continente mi manca solamente l’Australia. Spesso in moto. Perlopiù da solo, ma principalmente per questioni di organizzazione. Per esempio nel 2012, fissate le ferie ho trascorso 26 giorni in Vietnam su na piccola moto da nord a sud e ritorno: trovare una persona disposta a spostarsi in moto in quel periodo e in quel paese diventa difficile.
    Il problema di andare in vacanza da soli è una peculiarità di noi italiani, specialmente delle ragazze. Mi appoggio principalmente agli ostelli e spessissimo ho conosciuto ragazze che viaggiavano da sole, molto molto raramente italiane. Abitudine, mentalità, però questo è quanto mi è capitato.
    Mi sono spesso sentito chiedere, “Ma alla sera cosa fai da solo ?” Beh fondamentalmente dopo una giornata in moto mi lavo, esco e mangio. Gironzolo e poi se capita magari mi fermo ad ascoltare della musica, posso entrare in un locale o anche semplicemente mangiare in un posticino in Laos ed osservare gli altri clienti che guardano divertiti delle soap opera cinesi con sottotitoli in laotiano.
    Ovvio che una ragazza debba prendere magari qualche precauzione extra, ma nel 2013, attraversando l’America Centrale, in Costa Rica ho conosciuto una ragazza canadese di 19 anni. Partita da Vancouver era in vacanza per conto suo. All’arrivo all’areoporto aveva preso un taxi e non i mezzi pubblici. Arrivata all’ostello di San Josè aveva già programmato delle visite nelle riserve naturali: anche qui, invece che coi mezzi pubblici tramite agenzie.
    In effetti andare in vacanza da soli è ancora visto in Italia come un’avventura, un salto nel buio da parecchie persone: si consultano siti per capire come preparare la valigia. Io riesco sempre a partire solamente col bagaglio a mano, anche perchè così non ho mai problemi a rintracciare il bagaglio all’arrivo.
    Se sto via un mese mi bastano 3 magliette (compresa quella che indosso): i vestiti si possono lavare.

  20. Ho 64 anni e ho fatto il mio primo viaggio da solo a 20 anni nel Regno Unito. Allora non era poco fare un viaggio cosi. Tutto quello che e’ scritto qua e’ vero, si superano paure, si affina l’ istinto , si diventa piu’ organizzatori, si fanno scelte di pancia, ci si abitua a valutare i rischi, si butta via l’ orologio :-).. ecc. Tutte cose che ci aiutano poi nella vita di tutti i giorni. Continuo a farlo ancora di spostarmi da solo per lavoro. Di regola lo faccio in auto, anche per tragitti di qualche centinaio di chilometri e per pochi giorni. Quando mi capita di farlo rispolvero le armi e via. Non nascondo che ci sia anche un po di egoismo nel viaggiare da soli se la si vede sotto un certo profilo, ma a me interessa poco questo lato. Direi che girare da soli abitua anche ad accettare come compagna la solitudine che forse e’ la vera essenza di ognuno e che in certi momenti diventa la migliore consigliera. Non nascondo che l’ unico problema che ho e’ la sera quando mi trovo dopo una giornata intensa a cenare da solo. Ecco, li , nel momento del rilassamento 4 chiacchere al tavolino e 2 passi in compagnia dopocena mi mancano, anche perche’, se si e’ impegnati in altro durante il giorno non e’ sempre facile trovare qualcuno /a con cui organizzare la serata. I rifiuti che di regola ho a proporre di passare con me la serata sono di persone che hanno, a parer mio, paura a confrontarsi non con me fisicamente , ma con la solitudine che io accetto come compagna, per paura di esserne “contagiati”. Questo e’ per me l’ unico dato negativo di spostarsi o viaggiare da soli.

  21. Affronterò il mio primo viaggio da sola a giugno prossimo…farò l’ultimo tratto del cammino di Santiago partendo da Sarria. Speriamo bene!

    • Ilaria says:

      Io son partita proprio da li.. ero partita con i miei zii, ma durante il cammino c’ho litigato e gli ultimi 5 giorni del cammino li ho fatti da sola, ho cambiato il mio volo di ritorno e sono tornata..ho conosciuto altre persone ed è stato bello. .quest’anno mi ritrovo sola a decidere se partire o meno..La meta è la Sardegna…chissà che deciderò di fare. Buon viaggio e zaino leggero! 😉

  22. Si ho viaggito da solo. Sono andato con la moto in grecia. Conoscevo solo 4 parole. Un po’ di timidezza e paura all’inizio ……poi o continui o toeni a casa. Sono andato avanti. In lungo e largo per la grecia. Sono un corriere , e questo mi è servito. Ma penso che un secondo viaggio , riuscirebbe molto molto meglio. Sai gia’ come funziona. Tutto torna più favile. Amo la grecia , e penso di ripartire verso la metà di giugno. Buon viaggio a tutti. Nicola

  23. Ciao a tutti!

    Mi chiamo Dario, 29 anni, e sono nuovo del forum. Scrivo qui per raccogliere consigli, pareri e testimonianze da parte di chi ha visitato l’India da solo.
    Ho intenzione di fare un viaggio solitario di un mese, periodo Aprile o, in alternativa, metà Marzo-metà Aprile. Vorrei esplorare l’India del Nord, toccare il Nepal e gli Stati Indiani Nord-Orientali. Avrei voluto visitare anche il Tibet ma ho letto che per il tempo limitato e per le condizioni socio-politiche adesso sia impossibile entrarci senza passare per la Cina.
    Il viaggio ha un fine essenzialmente spirituale, culturale e d’avventura. Sono diversi anni che mi riproponevo di effettuarlo e adesso sento che è giunto il momento. Ho l’esigenza di stare da solo con me stesso in situazioni estreme, a contatto con la mia spiritualità, in un contesto che mi ha da sempre affascinato. Approfitterò per fare diverse escursioni fotografiche nelle riserve naturalistiche di cui ho letto, essendo io un grande appassionato della natura in generale.
    Poiché sarà il mio primo viaggio-avventura, ho iniziato a leggere diverse testimonianze in giro per il web. Tuttavia, continuo a pormi diversi interrogativi di tipo organizzativo. Provo a elencarveli nella speranza di non risultare banale e ripetitivo:
    mi consigliate di affidarmi ad una agenzia viaggi o far tutto da solo?
    mi consigliate di dormire sempre in hotel confortevoli per star “tranquillo” e poter lasciare bagagli, soldi e attrezzature?
    mi consigliate di prenotare a tavolino tutti i voli, treni, hotel ed escursioni già prima della partenza o di lasciarmi la possibilità di variare i miei piani? Magari potrei scegliere 3-4 tappe certe e nel mezzo decidere di fare escursioni non programmate prenotando lì?
    pensate che sia meglio arrivare e partire dalla stessa città (Nuova Delhi) o scegliere un itinerario a circuito aperto?
    per quanto riguarda vaccini, assicurazione sanitaria e visti come devo comportarmi? Volendo visitare anche il Nepal devo considerare di fare le stesse procedure anche lì? (so che domande simili hanno già estese risposte sul web, ma mi farebbe piacere conoscere il vostro parere)
    conviene portare con se tutti i soldi in contanti o pagare tutto con carta di credito? In entrambi i casi, se fossi vittima di furto, perderei tutto. Quindi non so cosa sia meglio.
    come dovrei organizzarmi coi bagagli? Intendo, dovrei portar con me valigia grande con ricambi per un mese intero, oppure dovrei partire con un mega zaino da escursione con pochi ricambi e cercare di lavare lì le mie cose? Considerando che porterò con me diverse attrezzature fotografiche e computer, temo che col solo zaino io non riesca a farcela. Magari avevo pensato di partire con una valigia grande da lasciare negli alberghi delle località che visiterò, e di organizzarmi per le uscire quotidiane/mini-escursioni con uno zaino da trekking. Conviene comprare indumenti a basso costo lì sul posto e poi sbarazzarsene? Sono fuori strada?
    avete portato scorte di farmaci, disinfettanti e saponi anti-batterici dall’Italia o qualcosa lo avete comprato sul posto?

    Probabilmente mi verranno in mente altre domande ma nel frattempo vi ringrazio in anticipo per la pazienza e per le vostre risposte.

  24. Maurizio says:

    Tutto assolutamente vero, confermo !

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