Come fare un itinerario per viaggi in solitaria

Pianificare o non pianificare? Bella domanda.

In genere dipende dalla forma mentis del viaggiatore, quello che sei  a casa sei anche in viaggio ma, a grandi linee, ci sono 3 modi per visitare un luogo:

  • pianifico e tengo traccia di tutto
  • sono pura improvvisazione
  • pianifico e improvviso

Si possono però sperimentare queste 3 modalità anche in base alle fasi della vita, alle diverse tipologie di viaggio o al semplice gusto di provarle tutte e vedere che effetto fa.

come fare un itinerario

DOVE REPERIRE LE INFORMAZIONI?

 

GUIDE CARTACEE: le più note sono Lonely Planet, Routard e Rough Guide. Provatele tutte e scegliete quella che maggiormente vi si addice. Quello che trovate tra le righe deve un pò assomigliarvi.

 

TOUR OPERATOR: dare una sbirciatina agli itinerari ’classici’ dei vari tour operator vi farà avere immediatamente una panoramica sui vari ‘must’ turistici e sulle attrattive di vario genere che potete trovare in un determinato luogo. Al tempo stesso saprete dove incontrerete il maggior numero di turisti, di strutture turistiche e forse anche di trappole per turisti.

I dati che riscontrate possono essere usati in due modi:

1- farne le tappe principali del vostro soggiorno.

2- prenderne in parte le distanze e trovare destinazioni alternative. Ci sono sempre.

 

TRAVEL BLOGGER. QUALI SEGUIRE?: difficile scegliere. Un indizio utile: viaggiatore a lungo o breve termine? Lunghi viaggi o week end? A seconda della lunghezza del vostro viaggio, seguite qualcuno che possa aprirvi qualche nuova strada.

 

SITI GENERATORI DI ITINERARI: tolgono un pò il senso dell’avventura e del copyright sul proprio viaggio.

 

L’ ITINERARIO

 

FARE SCHELETRO: all’inizio è solo un’ossatura, con le destinazioni principali e senza molti particolari di ognuna ma studiando e curiosando qua e là si possono via via aggiungere. Tenere una copia online è utile in caso di smarrimento dell’originale.

 

FAMILIARIZZARE CON LA CARTINA: iniziare a possedere i luoghi, a capire dove ci stiamo dirigendo. Le distanze, le strade, l’orientamento.

 

INDIVIDUARE LE ZONE: per ridurre la dispersione di tempo dei tragitti conviene raggruppare le zone di interesse e visitarle nello stesso giorno. In base agli eventi, ai giorni di chiusura. Le grandi città quartiere per quartiere o quartieri confinanti.

 

CONCENTRARSI SU POCHE ZONE: uno degli effetti del turismo di massa organizzato è il classico ‘mordi e fuggi’, nemico numero uno del viaggio. Non saltare da un punto all’altro senza avere ben chiara la specificità dei territori visitati.

 

VALUTARE TEMPI DI SPOSTAMENTO: basarsi solo sulle distanze kilometriche potrebbe essere un errore. Percorrere 300km al giorno negli Stati Uniti non è come coprire la stessa distanza su una strada africana o del sudest asiatico.

come fare un itinerario

SPOSTAMENTI NOTTURNI: a volte può essere una valida alternativa dormire su un mezzo di trasporto che ci porta da A a B mentre dormiamo, piuttosto che passare una giornata intera in viaggio. Valutare pro e contro. Comunque esperienza da provare per decidere se ci piace oppure no.

 

PRENOTAZIONI: dipende dalla stagione in cui si viaggia e dal luogo in cui si va. Prenotare almeno la prima notte dà comunque un senso di sicurezza. Poi ci si può organizzare sul posto. Andando a vedere di persona, se necessario. Un posto per dormire si trova sempre e fa anche questo parte dell’avventura.

 

JET-LAG: non progettare troppe attività nei primissimi giorni se si prevede di avere 7-9 ore di fuso orario da smaltire. Il jet-lag potrebbe non farvele godere come meritano. Meglio riprendersi e poi essere attivi.

 come fare un itinerario

ESSERE REALISTICI: non inserire troppe cose o attività oppure sarete costretti a tagliarne alcune e a sentirvi un pò frustrati. Consultare guide e blogger per rendervi conto di quanto tempo, generalmente, richieda un luogo per essere visto.

 

ESSERE FLESSIBILI: non tutto quello che si programma diventerà realtà. Ponetevi degli obiettivi ma siate anche pronti a cambiare idea, a fermarvi un giorno in più o uno in meno. A fare una pausa al mare, a restare fermi causa ‘inevitabili’ problemi intestinali. Cambiare idea in base alle circostanze è il normale andamento di un viaggio.

 

IL VIAGGIO NON E’ LAVORO: non c’è cosa peggiore di vivere un viaggio come se fosse un lavoro. Con tempi stretti e stressanti pur di vedere tutto, anche se tutto non si può vedere mai. Chi gira il mondo per mesi o anni confessa d’aver perso la ‘mania’ per il sito turistico obbligato. Col tempo ha capito che il 90% dell’esperienza del viaggio è determinata dagli incontri, dalle avventure, o disavventure, non programmate e dalle piccole scoperte lungo le vie meno conosciute.

 

Se avete altri suggerimenti potete lasciarli nei commenti, potrebbero essere utili ad altri viaggiatori.

 

 

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