Dal Kirghistan a Bari: il viaggio in moto di Tiziana Cascione

 

Il motto di Tiziana Cascione è ‘l’importante è partire’. 37 anni, originaria di Monopoli, nella provincia di Bari, lavora come consulente di viaggi online e ha già al suo attivo 240.000 km di motocicletta. Alla domanda: hai un sogno nel cassetto? Risponde: ‘no non ne ho: non amo le cose chiuse nei cassetti. La mia vita è un sogno che vivo giorno per giorno’.

 

Tiziana Cascione

CIAO TIZIANA, QUAL E’ STATO IL TUO PERCORSO DI VIAGGIATRICE FINO AD OGGI?

Tutti i miei viaggi li ho fatti a cavallo della mia motocicletta, che in questi anni è cambiata, come sono cambiata io su di lei. Ho iniziato a guidare la prima motocicletta perché il senso di libertà dominava dentro di me e la moto era il mezzo attraverso il quale sapevo che sarei entrata a stretto contatto con il mondo. Come dico sempre: io viaggio in motocicletta per sentire gli odori del mondo. Ho iniziato nel 2004 con il mio primo viaggio nei Balcani, 5000 km in una settimana, poi Tunisia, Marocco, dalla Germania ai Paesi Baltici fino alla Russia. Mi sono poi rivolta di nuovo a oriente: Siria e Giordania e successivamente Armenia e Georgia con monasteri e montagne a 4000 metri. Ho percorso tutto il fiume Volga fino in Tartastan, regione della Russia, e ho raggiunto le vette del Caucaso fino a 4300 metri sul Monte Elbruz. Poi questo ultimo viaggio: 10.000 km dal Kirghistan all’Italia, conditi da avventura, imprevisti, adrenalina, fatica, paura, felicità e sorrisi.

 

RACCONTACI DI QUESTO LUNGO VIAGGIO IN MOTO DAL KIRGHISTAN A BARI: COME NASCE L’IDEA E PERCHE’ HAI SCELTO QUELLA PARTE DI MONDO?

Lo scorso agosto ho percorso 10.000 km in 25 giorni, in sella alla mia moto. Da Biskek, in Kirghistan, a Bar in Montenegro e poi ho traghettato per l’Italia da Bar a Bari. La mia moto è stata spedita a Biskek circa 15 giorni prima dell’inizio del viaggio per motivi di tempo, altrimenti avrei avuto bisogno di 40 giorni per fare andata e ritorno. Il 31 luglio sono arrivata a Biskek con un volo aereo e lì ho trovato la mia moto, tutta impolverata, a secco di benzina ma con tutti i bagagli sopra, pronta per partire. L’idea di questo viaggio nasce perché io amo tutto quello che non è stato avvolto dalla globalizzazione: i paesi che avrei visitato ne sarebbero stati al di fuori. Il Pamir è la seconda catena montuosa che chiamano ‘il tetto del mondo’, arriva a 5000 metri di altitudine e arrivare per strade impervie su quel tetto del mondo, dove l’ossigeno scarseggia, dove devi combattere contro gli eventi atmosferici, dove devi essere in grado di gestire la moto date le condizioni delle strade a volte impraticabili, dove devi saperti adattare anche con una tenda e un fornellino perché quel giorno non hai raggiunto il punto che ti eri prefissato. Era questo lo scopo del viaggio: vedere se ero capace di sopportare e gestire tutto ciò, per ammirare uno degli scenari che solo il Pamir e quelle terre con la loro naturalezza sanno regalare. E’ un viaggio che ti sveste di tutto se ti lasci svestire. Tanto da tornare a casa denudato dei tuoi formalismi e inutili pensieri legati ad un sistema che ci rende apparentemente liberi. La vera libertà sta nel pensare ad oggi e non costantemente al futuro.

 Tiziana Cascione

AVEVI GIA’ AFFRONTATO ALTRI VIAGGI SU DUE RUOTE PRIMA DI QUESTO E CHE TIPO DI MOTO HAI USATO?

Si certo ho fatto altri viaggi, tutti in motocicletta. Ho avuto tre moto fino ad oggi: ho iniziato nel 2004 con una piccola Naked Er 500 Kawasaki, che ho portato in Europa dell’est e in Tunisia con la quale ho fatto circa 50.000 km. Poi sono passata a una Kle 500 Kawasaki che ho portato in Marocco, Siria e Giordania, Turchia e Grecia.  Fino al la moto che ho ancora oggi: una Gs 1200 Bmw con 120.000 km ad oggi.

QUALI PAESI HAI ATTRAVERSATO, QUANTI I CHILOMETRI PERCORSI E IN QUANTI GIORNI?

Il viaggio è stato abbastanza lungo: 10.000 km in totale partendo dal Kirghistan fino in Montenegro, a Bar. Ho attraversato il Kirghistan, il Tajikistan, l’Uzbekistan, il Kazakistan, la Russia, l’Ukraina, la Croazia, la Bosnia e il Montengro fino all’Italia. Il tutto in 25 giorni.

 

QUAL E’ STATA LA PROCEDURA PER OTTENERE I VISTI NECESSARI AD ATTRAVERSARE TUTTI I PAESI? 

La procedura per avere il rilascio dei visti è semplice, c’è solo bisogno di tempo e di pagine vuote intere sul passaporto. Basta rivolgersi ad un agenzia che rilascia visti e loro fanno tutto ma occorrono circa due mesi per averli.

 Tiziana Cascione

CON CHE TIPO DI CONDIZIONI CLIMATICHE TI SEI CONFRONTATA?

La temperatura massima è stata 39 gradi, la minima 6 gradi. La pioggia si è fatta viva poche volte ma si è fatta riconoscere. Il sole era fondamentalmente sempre presente: sono stata fortunata.

 

 QUAL E’  STATA L’ORGANIZZAZIONE PER SOSTE E PERNOTTAMENTI?

Questo è un viaggio dove vige l’imprevedibilità. Sai quando parti ma non sai se arrivi a destinazione per una serie di motivi: vento, pioggia, condizioni stradali precarie, assenza di asfalto, ponti crollati, fiumi da attraversare, mezzi pesanti che bloccano le strade. Le vie di comunicazione sono poche e quelle stesse vengono percorse dai mezzi pesanti che trasportano merce . Gli hotel sono presenti solo nelle capitali e in alcune città piu grandi, dopo di che si dorme nelle case. Se non ti invitano, ti autoinviti. Oppure monti la tenda e cucini qualcosa con un fornellino.

 

QUALE ASPETTO DELL’INTERO VIAGGIO HA RICHIESTO MAGGIOR SPIRITO D’ADATTAMENTO?

Dormire in tenda ed essere ospiti nelle case private. L’acqua per lavarsi non manca ma sono i sistemi che sono obsoleti: credo stiano 70 anni indietro . Non ci sono fogne, raccolgono l’acqua dal fiume con i secchi e con quella lavano i panni, la scaldano per cucinare. Per lavarsi non hanno un impianto idrico.

 Tiziana Cascione

LE POPOLAZIONI LOCALI SONO STATE ACCOGLIENTI?

Moltissimo. Nel loro piccolo ci hanno offerto vitto e alloggio e allietato le serate.

 

UN RICORDO PARTICOLARMENTE SIGNIFICATIVO?

Io che giocavo con dei bambini mentre facevamo dei selfie. Tutti volevano entrare nello schermo del cellulare.

 Tiziana Cascione

QUALCOSA E’ CAMBIATO IN TE DOPO QUESTA ESPERIENZA?

Cambia quella parte di te che il peggio della tua società cerca di toglierti e di forgiare negativamente tutti i giorni, e contro la quale tu, tutti i giorni combatti, se sei uno spirito pellegrino nel mondo. Guardare con gli occhi propri quello che c’è oltre e ancora oltre te stesso non è come guardarlo in tv. La tv devia, impone, travisa, ti sublima. Volevo guardare con i miei occhi un paese che, prima di partire, mi dicevano “ma non è pericoloso?”. Oggi posso dire di non aver visto nessuna scena di violenza, di non aver avuto nessun problema, di aver incontrato il sorriso della gente, l’allegria dei bambini, gli sguardi stanchi dalla fatica. Donne più forti degli uomini, uomini che sui loro cavalli cavalcavano le valli. La gente del posto vive su quelle montagne e conosce il proprio territorio come i beduini nel deserto.

 

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