5 cose che impari viaggiando che puoi usare anche a casa

 

Quanta distanza c’è tra quello che siamo a casa e quello che siamo in viaggio?

Vita quotidiana e vita errabonda sembrano correre su strade parallele per incontrarsi solo nei giorni prestabiliti da un piano ferie o da uno scampolo di tempo libero rubato qua e là. Come se a tenerle separate fosse sempre quell’idea di felicità che tendiamo a collocare in un meraviglioso e desiderato altrove fatto di luoghi geografici, genti straniere e molto girovagare. Se trattassimo il viaggio come una scuola, quale sarebbe il ‘compito’ da svolgere una volta rientrati a casa?

Ricordare. Elaborare. Mettere in pratica. Restare viaggiatori.

 5 cose che impari viaggiando

 

 

Tra le tante cose che impari viaggiando, quali sono le prime 5 che puoi usare anche a casa?

 

IL TEMPO

In viaggio impari che il tempo non è qualcosa da riempire, da far passare o da sprecare. Lo tratti per quello che è: l’unica cosa che veramente possiedi. Il divano non esiste, nemmeno ti manca. Ai social dedichi solo qualche minuto, alla televisione anche meno. Sei un cercatore di emozioni ed è facile trovarle quando il campo percettivo è largo, quando decidi che ogni ora diventa una possibilità e che il ‘qui e ora’ è l’unico modo di coglierla. Non ti permetti di rimandare, di dire non mi va, di pensare che domani potrai recuperare. Mantenere questo stile a casa significa fare pulizia: via le attività perditempo, spazio al viaggiatore.

 

PREGIUDIZI

Il pregiudizio è come una cornice attraverso la quale si percepisce la realtà. Il viaggio ti permette di sperimentare di persona quello che resta fuori dal quadro e di scegliere quale forma dare al tuo pensiero: ottuso o acuto? Conoscere il mondo significa mettere in crisi le tue credenze, quelle che ritieni assolute, quelle che ti sei portato appresso fin lì e poi, nell’evidenza dei fatti, ti tocca abbandonare. Possono riguardare anche te stesso, non solo il mondo circostante, le altre persone: uscire dalle proprie mappe, reagire in modi inaspettati, superare i propri limiti.

 5 cose che impari viaggiando

RALLENTARE

Non c’è fretta quando sei nomade, c’è fame di vedere e di capire ma il tuo andare è un elogio alla lentezza. Il pianeta si concede solo a chi ha gli strumenti giusti per capirlo, uno tra tanti, l’essere presente. Questa è forse la parte più difficile da applicare alla quotidianità: come rallentare in un mondo che corre? Il culto della velocità, se non ti appartiene, mollalo. Fai di meno, sii presente, disconnettiti. Continuare ad essere viaggiatori, esserlo tutti i giorni, è un atto di responsabilità verso se stessi.

 

LAMENTARSI

Si può smettere, si. Te ne accorgi quando t’immergi nelle povertà del mondo e realizzi di essere nato dalla parte fortunata, quella in cui ti è permesso di scegliere e realizzare il tuo futuro. Poche cose come un viaggio nei paesi in via di sviluppo ti sottraggono all’abitudine di soffrire per le piccole cose, di lamentarti perché non possiedi questo o quello, di non considerare quanto sprechi o butti via. La lamentela è un vizio che in viaggio si sconfigge, non permetterle di rientrare nelle nostre vite, una volta rientrati, un’abilità aggiunta.

 

SEMPLICITA’

Un punto d’arrivo, la semplicità. Quando sei in viaggio ti liberi di cose che ritenevi indispensabili, ti muovi leggero e senza fronzoli. Hai capito che il lusso e il ridondante non sono funzionali a nulla se non all’apparenza di cui, sia lodata la strada, t’importa sempre meno. Quello che ti serve per muoverti ed essere presente a te stesso sta nello spazio ridotto di uno zaino, di un piccolo bagaglio: l’essenziale, l’indispensabile. Ti accorgi che, meno cose hai e più ti senti libero. E’ l’arte del ‘decluttering’ che ben si sposa all’arte di viaggiare e può convivere sotto il tuo stesso tetto, quando sei a casa.

 

 

Quale, tra queste, ti sembra più facile? 

Se vuoi approfondire il tema sull’arte di viaggiare puoi leggere anche: ‘Che cos’è ‘arte di viaggiare e perché può cambiarti la vita’.

 

7 Comments

  1. Che dire, un post vero e sincero! In viaggio non si scopre solo la meta prescelta, ma noi stessi; io personalmente mi sento più leggera e forse è questo che rende migliore il viaggio stesso. Forse quando si torna a casa la malinconia che si prova, almeno per me , non è solo verso i luoghi appena scoperti che abbiamo dovuto salutare, ma verso il nostro essere più “semplici” in viaggio. Cercherò di rileggere questo post in quelle giornate che iniziano con il piede sbagliato, magari la sera prima di addormentarmi, per ricordarmi quanto è importante liberarsi di certi pregiudizi e di dedicare del tempo anche a noi stessi 😉 Grazie. Monica – I Viaggi di Monique

  2. Che bel post!
    Fa riflettere un sacco anche senza essere in viaggio..VERO VERO VERO!
    Sono d’accordo su tutti i punti, il rallentare magari sarebbe più apprezzato se i giorni a disposizione fossero di più ma è anche vero che in viaggio in effetti non si ha la “frenesia” di tutti i giorni.
    i miei preferiti sono i pregiudizi, il lamentarsi e la semplicità: devo ancora lavorare sul lamentarmi ma ho già fatto qualche passo perchè mi capita spesso di pensare a ciò che avete scritto e la smetto immediatamente.
    Viaggiare è FONDAMENTALE 🙂

    • Stefania Cassani says:

      Grazie Elisa per il commento! Si viaggiare è fondamentale, sono totalmente d’accordo con te 🙂

  3. Quella più difficile è rallentare. Mi è piaciuta molto la descrizione, molto attinente alla mia personale idea del viaggio, supercondivisa! E ora vado a preparare uno zainetto!

  4. La prospettiva del cambiamento positivo è sempre bella e credo che la si snobbi con troppa facilità, ogni giorno si impara e ogni giorno possiamo diventare persone migliori..basta volerlo.

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