On the road

viaggiatori si diventa
“Viaggiare è fatale al pregiudizio, al bigottismo e alla ristrettezza mentale”. Mark Twain

 

Forse questa è una delle migliori citazioni sul tema del viaggio che si possano trovare in circolazione. Pregiudizio, bigottismo e ristrettezza mentale sono i tre nemici acerrimi del viaggiatore di qualità e basterebbe ricordarsene per aumentare il potenziale di ogni viaggio indipendente o in solitaria.

Il pregiudizio, sostiene Karl Jasper (filosofo e psichiatra tedesco) è “la situazione con riferimento al luogo di nascita, all’educazione ricevuta, alla cultura in cui si è cresciuti e dalla quale non si può prescindere, per cui il problema non consiste tanto nell’eliminazione dei pregiudizi, quanto nella disponibilità a una loro continua correzione, attraverso un’incondizionata apertura al mondo dell’esperienza”. E poche cose come il viaggio ci pongono davanti al mondo dell’esperienza, soprattutto in materia di diversità.

Il bigottismo invece si manifesta attraverso ” chi osserva in modo esagerato e ostentato, e spesso senza intima convinzione, le pratiche del culto religioso” (Aldo Gabrielli,GDI) e avrebbe bisogno di un passaporto proprio, aggiungerei banalmente io

La ristrettezza mentale diventa allora il contenitore perfetto per mantenere vivi e seriamente distruttivi ,ai fini della riuscita del nostro viaggio, i due elementi di cui sopra.

Insomma, prima di partire o, al più tardi, appena giunti a destinazione, bisogna liberarsene, arginarli, metterli all’angolo. L’operazione è semplice: ci si mette nei panni dell’altro, si attiva una capacità di immedesimazione o anche solo una rispettosa osservazione delle diversità e ci si gode lo spettacolo.

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