Melania: da Londra alla Cappadocia in treno

Melania Calestani vive e lavora a Londra come antropologa. Ha vissuto un anno in Bolivia e viaggiato mezzo mondo. Ultimamente ama viaggiare particolarmente in treno e ci racconta la sua storia, da Londra fino alla Cappadocia.

1) Melania, raccontaci di te:

Sono nata e cresciuta nella provincia di Mantova. Dopo la Laurea in geografia a Genova, ho fatto un dottorato in Antropologia a Londra, città-finestra sul mondo, quest’ultima, non solo per i suoi quartieri multiculturali, ma anche per le opportunità di viaggio che mi sono state offerte. Grazie ad una borsa di studio ho collaborato con un’Ong locale nelle Samoa Occidentali e, successivamente, sono partita per la Bolivia dove ho vissuto per un anno con famiglie indigene in due comunità dell’altipiano andino. È dal 2002 che torno spesso in questo paese dell’America meridionale, ormai casa per me insieme a Londra. La Bolivia, con le sue diverse zone ecologiche e il suo patrimonio socio-culturale, è stata anche il luogo di partenza per esplorare i paesi limitrofi. I viaggi, compiuti da sola o con amici, sono stati soprattutto via terra. L’autobus è stato il mezzo principale per i miei spostamenti, coinvolgendomi in importanti incontri con la popolazione locale. Queste esperienze sono state fondamentali per sconfiggere paure e per capire un po’di più non solo gli altri esseri umani, ma anche me stessa.

2) A che età hai iniziato a viaggiare in maniera indipendente e da dove sei partita?

I viaggi indipendenti sono sempre stati all’ordine del giorno nella mia famiglia. Fin dall’infanzia, i miei genitori mi hanno abituata a viaggiare per l’Europa. Ogni estate, nel mese d’Agosto, partivamo con la nostra macchina e una tenda canadese alla scoperta di uno o più paesi. C’era molto spazio per l’improvvisazione e l’avventura. Credo che queste esperienze siano state fondamentali per la mia crescita e per sviluppare un interesse verso altre culture e modi di vivere.  Il primo viaggio indipendente che ho organizzato da sola è stato all’isola di Guam nel 1998, all’età di ventitré anni. Guam è un territorio non incorporato degli USA, ma si trova in Micronesia, a cinque ore dal Giappone. Sono partita da sola per due mesi e mezzo per fare ricerca per la mia tesi di geografia, unendo così l’utile al dilettevole. Non conoscevo nessuno a Guam e non avevo nessun contatto. Quando ci ripenso, è stata un’esperienza fondamentale che ha messo alla prova le mie abilità di viaggiatrice. Mi sono preparata per mesi prima di partire. 

Melania da Londra alla Cappadocia in treno

 3) Quali paesi hai visitato?

Tutta l’Europa inclusi i paesi scandinavi, Turchia, America Latina svariate volte, USA, Australia, Nuova Zelanda, Polinesia, Corea del Sud. 

4) Recentemente hai attraversato l’Europa in treno, da Londra alla Turchia. Perché hai scelto questo mezzo di trasporto e come si è svolto il tragitto? 

Amo viaggiare in treno, perché ogni stazione può riservare una sorpresa, come un incontro particolare con un altro passeggero o una vista mozzafiato che si dischiude dietro l’angolo.  Mi piace vedere come cambia il paesaggio nei viaggi lunghi, come quello che ho fatto con il mio compagno da Londra fino alla Turchia. In viaggi come questo si osservano profondi cambiamenti culturali e religiosi tra i diversi paesi che si attraversano o anche tra regioni di uno stesso paese. 

L’idea iniziale era quella di arrivare in Israele, dove vive un’amica, passando dalla Siria e dalla Giordania. Avevamo già il visto per visitare la Siria e il volo di ritorno da Tel Aviv a Londra. Purtroppo, però, all’ultimo minuto abbiamo dovuto cambiare i nostri piani a causa della guerra civile in Siria. Di conseguenza, abbiamo limitato il viaggio fino alla Turchia.  Abbiamo comprato un pass interrail da Londra che ci permettesse di viaggiare per dieci gironi per un periodo totale di ventidue giorni. Il pass interrail includeva tutti i treni a parte i supplementi per le cuccette o i treni rapidi.  

Siamo partiti da Londra attraversando Francia, Germania e Austria. Dall’ Ungheria ci siamo diretti verso i Balcani occidentali attraversando Serbia, Romania, Bulgaria dove abbiamo preso il Balkans Express che, da Sofia, ci ha condotti fino a Istanbul, in Turchia. Da lì abbiamo proseguito poi per la Cappadocia, arrivando a destinazione

La prima notte l’abbiamo passata a Parigi. Poi abbaimo viaggiato di notte, in cuccetta, verso Budapest. Abbiamo alternato viaggi di notte con viaggi di giorno. In Romania e Turchia ci siamo fermati in paesini e non solo nelle città principali. A parte la prima notte a Parigi, abbiamo scelto di non prenotare gli alloggi prima di partire per lasciarci la libertà di cambaire il nostro itinerario o il ritmo del viaggio a piacere. Abbiamo alloggiato principalmente in case private, ostelli e naturalmente in treno! 

Treno in Turchia

5) In che modo, un viaggio via terra, in treno, può modificare il nostro concetto di tempo?

Invece di focalizzare tutta l’attenzione sulla destinazione, un viaggio in treno di questo tipo permette di godersi ogni momento. Il tempo è come se si dilatasse e per di più ci sono stati spostamenti che sono sembrati non solo fisici, ma anche temporali. Soprattutto nelle campagne rumene e serbe, ho avuto la sensazione di tornare indietro nel tempo, quando i contadini andavano nei campi con carretti e cavalli.  

6) Qual è il consiglio che ti sentiresti di dare a chi volesse intraprendere lo stesso viaggio?

Portarsi dietro un sacco a pelo per le notti in treno e lasciarsi la possibilità di decidere di passare più tempo in un posto. Il pass interrail è perfetto perché permette di cambiare facilmente il giorno di partenza, se si decidesse di passare più tempo in un luogo che ci ha colpito.  Un viaggio così fornisce la libertà di esplorare determinati luoghi nel tempo che si desidera. 

7) Sei partita con molte informazioni sui luoghi che avresti  visto oppure hai lasciato spazio anche alla improvvisazione?

Certamente, mi sono documentata e ho letto il più possibile sui luoghi che avrei visitato. Ciò nonostante lascio sempre molto spazio all’improvvisazione e all’avventura, se no che viaggio sarebbe?  Come scrive Antonio Machado, ‘camminando si fa il cammino’.

8) Hai viaggiato con apparati digitali che ti permettessero di connetterti ovunque a Internet?

No, non ho viaggiato con apparati digitali che mi permettessero di connettermi a internet ovunque. Quando viaggio, cerco di ‘staccare’ dal mondo virtuale per soffermarmi sulla scoperta di una nuova realtà e per vivere maggiormente nel presente. L’essere costantemente connessa a Internet mi porterebbe a leggere email e a visitare reti sociali. Invece, quando viaggio, mi piace avere la possibilità di scegliere quando connettermi a Internet. Il fatto di non essere costantemente connessi è, secondo me, un vantaggio a favore del viaggio lento e del viaggio scoperta. Naturalmente visito i cosiddetti ‘internet caffè’, quando ho bisogno, magari ogni 3-4 giorni. Ma evito di connettermi a Internet ovunque per assaporare di più l’esperienza del viaggio.            

9) Un ricordo speciale?

Ho un ricordo speciale della Moldavia rumena, dove i contadini lavoravano la terra con le mani e andavano in giro con il carretto e i cavalli. Durante il nostro soggiorno siamo stati nella casa di un contadino, dove sua moglie ci preparava la cena con i loro prodotti (carne, uova, latte e verdure). Questa è anche la zona degli spettacolari monasteri dipinti, costuditi da suore e monaci. I monasteri dipinti sono un tuffo nel mondo ortodosso, une ventata di spiritualità, pace e silenzio.  Durante il nostro viaggio, c’era un’attesa della Pasqua che sembrava di altri tempi. 

Ricordo in particolare il momento del tramonto, quando i pastori tornavano verso casa e bimbi gli andavano incontro. Un pomeriggio io, il mio compagno e un viaggiatore giapponese, che avevamo conosciuto nella casa del contadino, decidemmo di fare una passeggiata nei dintorni della casa. Le strade non erano asfaltate e spesso la gente fermava i loro carretti per salutarci; quando chiedevamo informazioni, ci facevano disegni su pezzi di carta per comunicare con noi o ci scrivevano i prezzi di quello che compravamo. 

Mi sembrava di essere in un altro tempo e in un altro continente. Eppure questa è Europa. Ricordo quel pomeriggio particolare perché un uomo con suo figlio fermò il suo carretto e ci chiese di fargli una foto. Dopo avergli fatto la foto, gliela mostrammo e capimmo che voleva che gliela mandassimo. Così, chiedemmo al figlio di scrivere il loro indirizzo, e al nostro ritorno a Londra la stampammo e gliela spedimmo.  

Da Londra alla Cappadocia in treno

Qual è un oggetto che non manca mai nel tuo bagaglio?

La mia Moleskine. 

Se non vivessi a Londra, dove vorresti  vivere?

Vivrei in America Latina o in Spagna.  

 Il viaggio che ti ha cambiata di più?

Tutti i viaggi sono stati importanti e mi hanno cambiata, ma forse ancora di più lo sono state le mie esperienze di viaggio in America Latina e alle Samoa Occidentali.   

 

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