Le abitudini che perdi viaggiando

Un tempo avevi l’abitudine di. Poi hai iniziato a viaggiare e hai capito che le abitudini sono funzionali al luogo in cui vivi, che ti fanno risparmiare tempo ed energia ma che, ahimè, non sono abitate da fantasia e immaginazione.

Ed è proprio quando il ciclo di un viaggio si chiude, quando i piedi varcano di nuovo la soglia di casa che ti trovi davanti all’immagine di te. Di quel ‘te’ che, se il viaggio è riuscito, un po’ è cambiato e deve ritrovare i tempi, le piccole cose, quella serie di azioni che compie in automatico, quasi senza pensare, ogni giorno. Le abitudini insomma. Che ti aspettano fedeli, che non si sono mai mosse da lì.

L’abitudine è come una radice, un rito utile alla tua sicurezza, l’ormai nota ‘comfort zone’. E quando parti non puoi far altro che lasciartela alle spalle: il viaggio non la vuole, non ne ha bisogno, non le somiglia. Quando parti la tua vita si fa nuova. Per questo viaggiare è anche faticoso, sei costretto a trovare altri modi, ad adeguarti a quelli altrui, a mediare con te stesso su ciò che trovi migliore, peggiore o  semplicemente incomprensibile.

 abitudini

 

LE ABITUDINI CHE PERDI VIAGGIANDO

 

Avere un unico punto di vista

Appena metti il naso fuori dal tuo paese d’origine ti rassegni all’evidenza che non esiste una morale umana universale, che è tutto relativo e che dipende dalla prospettiva da cui guardi il mondo. La mente si allarga, e più lontano vai, più ti tocca fare spazio.

 

Dormire fino a tardi

Mentre ti muovi per il mondo cambia il tuo rapporto col sonno. Anche i dormiglioni più incalliti sanno, e senza sacrificio, alzarsi alle prime luci del mattino per prendere il primo treno o l’unico bus della giornata. Dormire è tempo perso: non avresti mai pensato di affermarlo.

 

Annoiarti

Tedio, uggia, monotonia: nessun sinonimo della noia ti accompagna o ti fa visita in viaggio. Puoi restare un pomeriggio intero seduto nell’angolo di un bar ad osservare il mondo che scorre, davanti ai tuoi occhi. E sentire che è tutto ciò che vuoi.

 

Parlare la tua lingua

Anche se non sei poliglotta dovrai comunicare in altre lingue, imparare nuovi gesti, trovare il modo per farti capire. Parlare un’altra lingua è farsi un po’ camaleonti, adattarsi alle regole altrui, sentirsene parte, scoprirne le eccezioni.

 partire è vincere una lite contro l'abitudine

 

Cambiare spesso d’abito 

A casa hai il ‘problema’ del ‘cosa mi metto’, in base all’occasione, alla compagnia, magari anche all’umore. In viaggio ti basta un cambio pulito, l’esigenza di non dare nell’occhio, qualcosa di comodo. T’importa ritrovare la libertà dalle cose, di essere lì per imparare. Di cosa indossi, poco o nulla.

 

Dormire comodo

A volte è questione di fortuna, arrivi in mezzo al nulla e trovi il letto dei tuoi sogni, ma spesso dovrai adattarti ad ogni situazione: troppo duro, troppo morbido, il sedile di un pullman, un materassino per terra. In viaggio non si perde il buonumore, nemmeno dopo una notte passata quasi in bianco.

 

Lasciare avanzi nel piatto

Dipende da dove ti trovi. Se hai visto bambini in fila per una ciotola di riso e una zolletta di zucchero ti risulterà difficile buttare, dire questo non mi va. L’abitudine marcata ‘occidente’ di sprecare cibo, e pensare che vada bene così, la perdi appena passi il confine col cosiddetto Terzo Mondo, facendo i conti con quello che vedi.

 abitudini in viaggio

 

Bere caffè espresso

Abitudine tutta italiana: il caffè si beve in piedi e in solo sorso, al massimo due. Ti toccherà invece fare i conti con bicchieri straboccanti, sostanze acquose o dal sapore estraneo e godertela comunque. Cultura locale. Spesso scopri che esiste un’alternativa affascinante e che richiede arte, maestria e tempo: il té.

 

Guidare

L’abitudine è di andare ovunque in auto: al lavoro, al parco, in piscina, al cinema. Eppure quando viaggi ti lasci andare al flusso locale e scopri che i mezzi di trasporto sono una delle parti più importanti per entrare nella cultura del luogo. Ti mischi alla gente, ne condividi le attese, i contrattempi, le piccole avventure.

 

Avere un bagno pulito

Parola d’ordine: adattamento. Alcuni li dovrai decifrare, altri solo scansare cercando di meglio. Potrebbe essere un tugurio ai bordi di una statale, il bagno in comune dell’unico ostello in cui c’era posto, la sabbia del deserto.  Prima o poi ti capita di incontrarne uno da incubo, quello che poi quando sei a casa lo racconti agli amici. La strada è anche questo. E più ne percorri, meno ti spaventa.

 

Non guardare intorno a te

Viaggiare è cibo per gli occhi. Linfa vitale. Uscire dai percorsi della vita quotidiana, imboccare strade nuove ogni mattina, vedere il mondo dal finestrino di un bus scancanato ti rende consapevole di come, a volte, la routine ti renda un po’ cieco. E’ un’abitudine strana: si dissolve da sola. Appena metti piede in aeroporto, ricominci a vedere.

 

Se vuoi approfondire il tema delle abitudini, e di come abbandonarle viaggiando, puoi leggere anche: ‘Quando viaggi sei dentro o fuori la tua zona di comfort?’

 

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