Fotografare in viaggio

 

Uno dei motivi principali per cui ci mettiamo in viaggio è, senza dubbio, la ricerca della bellezza e  una volta che l’abbiamo raggiunta ecco che veniamo presi dal  desiderio di possederla, di trattenerla, di portarne anche un solo frammento nella quotidianità delle nostre vite.

La bellezza in viaggio è sfuggente; la incontriamo in un attimo, in un particolare momento, nella combinazione di vari elementi davanti ai quali non torneremo più, proprio  perchè siamo in viaggio, stiamo transitando in terre altre, semplici passeggeri.

Alcuni decidono di acquistare oggetti legati al posto che hanno visto, altri invece arrivano alla conclusione che, l’unico modo per  trattenere la bellezza passa per il tentativo, non necessariamente legato ad un talento, di scrivere o fotografare.

Foto SteveMcCurry

Foto SteveMcCurry

Partiamo dalla fotografia.

Trattandosi di un viaggio, quali potrebbero essere le regole base per ottenere il meglio dal nostro racconto per immagini?

1) Innanzitutto,  possedere un minimo di tecniche di base (senza le quali risulta difficile ottenere un risultato) e  uno o più strumenti che ci permettano di catturare le immagini. Non parliamo delle fotografie fatte con cellulari..

2) Se vogliamo che il nostro racconto segua la trama del viaggio dobbiamo trovare un filo conduttore,  scattare fotografie che siano accomunate da un tema; fotografare tutto, ma proprio tutto quello che ci capita davanti è un inutile dispendio di energie. Piuttosto, sperimentare diverse inquadrature anche delle stesso soggetto, diverse angolazioni. Essere mobili di fronte a quello che abbiamo deciso di fotografare, che sia una persona , un paesaggio o altro.

3) Per un buon racconto di viaggio occorre avere informazioni sul luogo che andremo a fotografare. I grandi fotografi si documentano a lungo prima di un reportage di viaggio e, al tempo stesso, riescono a lasciare uno spazio libero per l’improvvisazione, perchè lo sguardo sia neutro, non contaminato da opinioni personali. Se non vogliamo impegnarci troppo nella ricerca di dati utili prima della partenza, possiamo farlo direttamente sul luogo, leggendo giornali locali dove possiamo trovare informazioni difficilmente reperibili altrove. Lo svolgimento di un festival, di una manifestazione pacifica, di un rituale locale, uno spettacolo musicale, ecc, ecc…

Foto SteveMcCurry

Foto SteveMcCurry

4) Parola d’ordine: empatia. Socializzare con luoghi e persone non essendo mai invadenti. Mimetizzarsi con l’ambiente circostante, anche se si dispone di poco tempo, non lasciare troppa traccia di sè. Entrare in relazione con le persone, i paesaggi, la cultura, le tradizioni. Assorbirne i tempi, lasciando che le situazioni si svolgano senza interferire. Solo spettatori attenti ai soggetti, alla luce, allo sfondo, alle prospettive. Se non possediamo un potente zoom che ci permetta di fotografare da lontano, chiediamo sempre il permesso di scattare. Mettiamoci nei panni degli altri: ci piacerebbe se qualcuno ci fotografasse senza il nostro consenso? In alcuni paesi in via di sviluppo esiste l’abitudine, ormai consolidata, di pagare per poter scattare foto a soggetti che svolgono il ruolo di attrazione turistica. Il mio consiglio è di non incrementare questo rituale, tanto meno quando riguarda minori, per non creare una forma indiretta di dipendenza dalla presenza di turisti e viaggiatori. Una volta che il flusso turistico viene a mancare, crolla anche la forma di sussistenza legata ad esso.

5) Non scattare troppo. L’avvento del digitale ha portato ad una radicale trasformazione del modo di acquisire immagini. Pensare la fotografia che vogliamo, decidere le modalità dello strumento; scattare all’impazzata può contribuire alla riuscita di una buona immagine, ma non dà poi troppa soddisfazione. Possiamo tornare più volte nello stesso luogo, avendone il tempo, finchè non siamo soddisfatti del risultato. Pur usando un IPhone, una compattina o una fotocamera in modalità automatica possiamo evitare di scattare fotografie che non siano utili al nostro racconto. Senza contare il fatto che al nostro rientro avremmo migliaia di immagini da selezionare, ordinare, elaborare, cestinare…

Foto SteveMcCurry

Foto SteveMcCurry

6) Lo stesso panorama cambia a seconda dell’ora della giornata, del clima, della luce a disposizione. Lo stesso luogo visto al tramonto o alle due di pomeriggio può rappresentare situazioni diverse. Trattandosi di una rappresentazione personale, in fotografia, non è possibile essere imparziali, decidiamo quindi quale taglio dare alla “storia” che stiamo raccontando. Un viaggio “on the road” fatto di incontri, un’esperienza in solitaria, un incontro con la spiritualità di un luogo, con il selvaggio, e via dicendo all’infinito.

7) Cogliere l’attimo. Essere pronti a percepire quello che sta avvenendo nel momento in cui sta avvenendo. Imparare a riconoscere cosa merita di essere fotografato, cogliere le sfumature di un accaduto che può sembrare banale, i piccoli particolari che fanno la differenza. Un clic al momento giusto può farci scattare la fotografia del secolo!

8) Evitare le immagini stereotipate. Nell’immaginario collettivo  turistico esiste la credenza che fotografare monumenti o simboli ad alto contenuto di “turisticità” sia l’unico modo per rappresentare i luoghi che abbiamo visitato. Una delle differenze tra turista e viaggiatore sta anche nella capacità di trovare modi alternativi per rapportarsi, in questo caso fotograficamente, ai luoghi del turismo di massa. Esploriamo il territorio, tentiamo strade diverse da quelle consigliate, perdiamoci anche un pò, se necessario!

Foto SteveMcCurry

Foto SteveMcCurry

9) Fare fotografie in viaggio non deve essere una forma di lavoro. Non diventiamo schiavi dell’immagine catturata, non dimentichiamo che siamo in viaggio e che dobbiamo godere totalmente di quello che stiamo vivendo e vedendo senza necessariamente trasformare un supporto della memoria, quale è la fotografia, nella ragione stessa del nostro viaggiare. Lasciamo liberi gli occhi, fuori dalla quadrettatura del mirino. Ogni tanto posiamo la macchina e stiamo semplicemente in ascolto: qualcosa di speciale è sempre lì ad aspettarci!

Nel prossimo post parleremo di scrittura in viaggio!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*