Ben Saunders: la grande sfida del Polo Sud a piedi

Ben Saunders

Ben Saunders

Mancano solo 3 giorni e la spedizione polare più lunga della storia senza team di supporto avrà inizio.

Ben SaundersTarka L’Herpiniere, esploratori britannici, tenteranno di raggiungere il Polo Sud a piedi, partendo dalle coste dell’Antartide, ripercorrendo il tragitto della spedizione che, più di 100 anni fa, Robert Scott tentò e in cui perse la vita sulla strada del ritorno, dopo essere stato sconfitto, nella sfida, dal team di Amundsen che lo aveva preceduto su slitte trainate da cani.

Straordinaria impresa quella di Ben e Tarka: 4 mesi in Antartide, 2900 km a piedi con un dislivello di 3000 metri, trascinando due slitte del peso di 2 quintali l’una e dormendo in tenda a temperature che possono raggiungere i 50 gradi sotto zero. E lo straordinario, nel già straordinario di questa impresa, risiede nel fatto che i due esploratori saranno connessi ai social media più popolari (Facebook, Twitter, Youtube) condividendo video giornalieri e post con chi vorrà seguirli passo passo nella loro avventura ai limiti delle possibilità umane. Ben e Tarka, oltre all’equipaggiamento per la spedizione, saranno infatti dotati di due Ultrabook, con cavi di silicio per le basse temperature, e un pannello solare pieghevole per ottenere l’energia necessaria a ricaricarli.

La Scott Expedition, questo il nome dato alla spedizione in onore dello sfortunato predecessore del secolo scorso, avrà inizio nei

Ben e Tarka

Ben e Tarka

pressi della capanna di legno di Scott, sull’isola di Ross. Ben e Tarka attraverseranno quindi il Ross Ice Shelf prima di salire sul ghiacciaio Beardmore, uno dei più grandi del mondo e da lì raggiungeranno il Polo. Ripercorrendo la stessa strada tenteranno la via del ritorno fino al punto di partenza: la capanna di legno di Scott.

Ben Saunders è già portatore di un record: è il terzo uomo al mondo ad avere raggiunto il Polo Nord in solitaria con un paio di sci ai piedi, unico essere umano per 10 settimane, in un territorio di 14 milioni di km quadrati e dichiara di considerare tutte le sue imprese precedenti come una forma di allenamento per giungere a questa: la più estrema. Da circa 12 anni, da quando cioè si sperimenta in imprese artiche, trova sempre qualcuno che gli chiede: “perché?“. Ben risponde appropriandosi della parole che furono di George Leigh Mallory che nel 1924 è stato visto l’ultima volta sparire tra le nuvole vicino alla cima del Monte Everest:

” Se non riuscite a capire che c’è qualcosa dell’uomo che risponde alla sfida di questa montagna e va ad affrontarla, che la battaglia è la battaglia della vita stessa, in alto, sempre più in alto, allora non potete capire perché andiamo. Quello che guadagnamo da questa avventura è pura gioia assoluta e la gioia, dopo tutto, è lo scopo della vita”.

Ben Saunders

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Oltre a “trascinare slitte in posti freddi” come lui stesso sostiene quando gli chiedono cosa fa nella vita, Ben è anche un motivational speaker e in una delle sue conferenze nell’ambito di TED, conclude dicendo: “Se ho imparato qualcosa in questi ultimi 12 anni è che la vera, reale ispirazione e la crescita vengono solo dalle avversità e dalle sfide, abbandonando le comodità e le cose familiari e affrontando l’ignoto. Nella vita abbiamo tutti tempeste da cavalcare e poli verso cui andare e credo che, almeno metaforicamente, potremmo tutti beneficiare dell’uscire di casa un pò più spesso, se solo potessimo farci coraggio”.

Personalmente non vedo l’ora che partano, che siano dentro l’impresa, che mi facciano sentire l’umano timore e la potenza. Quello sarà il momento per mettere mano a qualche sogno.

www.scottexpedition.com

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