Donne che viaggiano sole

 

Viaggiare sole: esperienza meravigliosa ma ancora non troppo diffusa nel nostro paese. Non dovremmo invece perdere l’occasione di sperimentarci in questa piccola avventura. Quante cose avremo imparato, quante cose da raccontare al nostro rientro. Quanta forza acquisita nell’osservare la nostra identità che si modifica. Si amplia.

Come donna ho visitato 40 paesi stranieri in maniera indipendente e, il più delle volte, da sola.  Sono stata spesso in paesi islamici che, per una viaggiatrice solitaria, sono un pò una sfida. Lavoro spesso con le donne, le aiuto a mettersi in cammino senza paura, a credere nel potere dell’esperienza del viaggio in solitaria, a quanto ci cambia, ci migliora, ci regala autonomia. Viaggiare in Europa non è particolarmente impegnativo, è sufficiente attivare l’energia giusta, credere nelle proprie possibilità e attingere dalle proprie risorse che, il più delle volte, sono solo assopite dietro semplici giustificazioni che però hanno il potere di bloccare la partenza. Viaggiare  da sole in paesi fuori dall’Europa richiede invece qualche strategia, qualche accortezza, un pò di pratica.

donne in viaggio

Alcune regole:

1) Iniziamo il nostro percorso di viaggiatrici indipendenti da luoghi e mete sicure, in Europa, in Occidente, per poi avventurarci gradatamente in viaggi più impegnativi. Sembra tempo perso, in realtà fa parte dell’apprendimento dell’arte di viaggiare. Di diventare viaggiatrici!

2)La prima domanda necessaria: “Qual è la condizione della donna nel paese che sto andando a visitare?” Se abbiamo deciso di affrontare un viaggio in solitaria, soprattutto se siamo ancora all’inizio del nostro percorso di viaggiatrici, dobbiamo necessariamente sapere dove stiamo andando. Le informazioni ci servono per prendere le misure, per capire come possiamo agire.

3) L’abbigliamento deve essere consono al luogo in cui ci troviamo. (Personalmente per non incorrere in inutili contrattempi, prediligo sempre abiti comodi, pantaloni, t-shirt, camicie, ecc) Soprattutto in paesi con un ordinamento religioso particolarmente attento alla presenza della donna in pubblico, per esempio l’Islam. E’ utile non incorrere nel fatale errore di offendere la cultura e la popolazione locale.

Foto Elisabeth Gadd

Foto Elisabeth Gadd

4) Una volta arrivate in loco ( se ci troviamo in zone extra-occidente) a chi chiediamo informazioni? Può essere che appena arrivate  ci colga un piccolo senso di spaesamento che però sapremo affrontare mettendo in atto piccole e banali strategie. Anche in questo caso, se ci troviamo in un paese in cui la questione femminile è delicata possiamo chiedere le prime informazioni ad altre donne, a personale nei pubblici esercizi, in qualche ufficio del turismo. E’ importante partire col piede giusto, ci aiuterà a sviluppare la fiducia necessaria per procedere nel nostro viaggio.

In alcuni luoghi (per es. paesi islamici) rivolgersi direttamente a uomini sconosciuti può essere inteso come tentativo di approccio sessuale. So che può sembrare assurdo ma è sempre meglio non rischiare finchè non avremo realmente capito dove ci troviamo.

5) Aspettiamoci molta curiosità da parte dei locali. A fronte delle domande, spesso indiscrete, che ci verranno fatte, cerchiamo di non fornire troppi indizi, soprattutto se relative al nostro alloggio in loco. A volte una banale domanda tipo : “In che albergo stai?” può essere un modo apparentemente disinteressato per capire quale sia il budget economico di cui disponiamo. Mentire o evadere la risposta può essere una buona soluzione. Può succedere durante una trattativa al mercato mentre stiamo acquistando oggetti, su un taxi, ovunque, insomma, quel tipo di informazione possa essere utile.

6) Con i taxisti: essere ferme e decise. Le regole di base che valgono per i viaggiatori in generale, valgono a maggior ragione per le donne che viaggiano sole e che spesso vengono viste come delle facili prede. Informarsi in anticipo sul prezzo delle corse, soprattutto se appena arrivate, dall’aeroporto al centro città. In alcuni casi si può contrattare o dividere la corsa con altri viaggiatori che vadano nella nostra stessa direzione. Possiamo chiedere a più taxisti, finché non troviamo quello che ci offrirà la corsa per il prezzo che riteniamo giusto,  Le prime ore sono, normalmente, quelle più a rischio “fregature”, mettiamolo in conto e procediamo nella nostra destinazione.

7) La questione della fede matrimoniale al dito: indossarne una tranquillizzerà i nostri interlocutori. Nostro marito ci aspetta da qualche parte, vicino o lontano, esiste. Non bisogna avere paura di mentire. In alcuni paesi è l’unico modo per non mettersi nei guai. Può anche rivelarsi divertente, si possono costruire storie fantastiche legate a coniugi inesistenti ma necessari nella relazione tra noi e chi si sente minacciato da troppa indipendenza femminile. A volte le distanze culturali non si possono colmare nella durata di un viaggio. ci vogliono secoli (e qualche innocente bugia).

Foto Elisabeth Gadd

Foto Elisabeth Gadd

8) Se siamo sole, se viaggiamo in solitaria, la vita notturna sarà forse un pò penalizzata. Rientrare in albergo ad un orario che ci permetta di non correre rischi è sempre un atteggiamento saggio.

Riguardo alla sicurezza notturna dei luoghi, oltre alle info della nostra guida che potrebbe non essere aggiornata all’ultima ora, chiediamo informazioni al personale dell’albergo o ad altri viaggiatori.

Solitamente quello che ci viene consigliato dai locali è da tenere in considerazione. Se ci viene detto “alle 21 coprifuoco”: osserviamolo. A questo proposito mi viene in mente il viaggio in Burkina Faso, qualche anno fa. A Ouagadougu, la capitale,  incontro un gruppetto di turisti con cui vado a cena e nonostante un conoscente locale ci avesse in precedenza detto e si fosse raccomandato di rientrare in taxi, nessuno vuole seguire il consiglio. Rientriamo quindi a piedi; strade deserte, atmosfera surreale e io che nel tragitto ancora tento di convincere il gruppo di amici appena conosciuti a fermare un taxi. Niente da fare. Sono solo le 10 di sera e nulla può accadere. Risultato: aggressione con tentata rapina da parte di due balordi locali, fortunatamente messi in fuga dalle nostra urla e dalla resistenza, bisogna dirlo, eroica, dell’unico aggredito. Primo e unico caso in tutta la mia carriera di viaggiatrice.

Le persone del posto sono un’ottima fonte di informazioni, se ci viene fornito un consiglio per la nostra sicurezza, dobbiamo avere l’accortezza di seguirlo…

9) Se ci troviamo in un paese islamico e vogliamo fare una capatina in spiaggia, facciamo prima un giro di perlustrazione per capire in che modo le donne locali affrontano la vita di mare. Informiamoci sull’esistenza di spiagge anche per turisti. Trovarsi in costume su una spiaggia colma di donne che fanno il bagno interamente vestite potrebbe farci sentire non proprio a nostro agio.

10) Alcuni paesi presi d’assalto dal turismo di massa possono essere una sorpresa per la viaggiatrice indipendente. Per es. la Tunisia, prima degli ultimi eventi legati alla Rivoluzione, aveva una enorme affluenza di turismo di gruppo organizzato ma non era ancora molto aperta al turismo indipendente. Alcune situazioni possono rivelarsi stressanti, lo sguardo curioso e a volte insistente degli uomini locali ci sottopone a situazioni alle quali non siamo abituate. In questi casi un abbigliamento sobrio e davvero poco appariscente può far risparmiare una parte di fatica e di guai. I luoghi comuni sulle donne occidentali, specialmente se in viaggio da sole, sono molto noti e albergano in quasi tutte le località a basso tasso di emancipazione femminile.

Foto Anton Merkulov

Foto Anton Merkulov

11) Al ristorante non abbiamo paura di sembrare sole (e questo vale per qualsiasi paese visitiamo). Agli occhi altrui possiamo suscitare curiosità, fascino, sensazione di indipendenza. Per tenerci occupate nelle attese, possiamo leggere un libro, la nostra guida, approfittare per scrivere, annotare le cose viste o quelle ancora da vedere. Le emozioni. Un disegno.

12) Percepiamo l’ambiente circostante, la soglia di sicurezza. Focalizziamo la nostra attenzioni sui sensi. Attiviamoli. Fidiamoci del nostro istinto. Giusto proteggersi ma a volte occorre sfatare alcuni luoghi comuni sulla pericolosità di alcuni posti.

L’ultima volta che sono stata in Tunisia, nelle vicinanze della medina di Tunisi, ho incontrato due ragazze italiane che non osavano addentrarsi nella fitta rete di vicoli e stradine perchè  spaventate dai racconti di altri turisti o dalle informazioni delle loro guide. In realtà la medina di Tunisi, ai tempi in cui l’ho visitata io, era totalmente accessibile e non rappresentava un rischio.

13) Il grande segreto del viaggiare sole è forse quello di diventare invisibili, il più possibile. Fondersi con l’ambiente circostante.  Sembrare meno turiste e più viaggiatrici interessate alla realtà locale. Osservatrici attente e curiose. Accorciare le distanze è sempre un buon modo per entare in empatia con luoghi e persone. Imparare qualche parola della lingua locale è sempre molto apprezzato nelle attività quotidiane. Parole semplici, saluti, ringraziamenti o  espressioni molto comuni. In Asia si comunica a suon di sorrisi: facile, efficace e non costa nulla…

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