Manuel Rossi: il Molise a piedi “mountain to coast”!

 

Manuel Rossi ha 28 anni, è nato e vive a Bologna ma ha origini molisane. Videomaker per passione, camminatore e spirito intraprendente, decide di attraversare la sua regione d’origine a piedi filmandone le bellezze sconosciute, l’incontro con le persone ed i luoghi con l’intento di farne poi un documentario.

1) Manuel, come nasce l’idea di questo viaggio a piedi attraverso il Molise?

Anche se sono nato a Bologna, torno tutti gli anni in Molise ma nonostante ciò, non potevo dire, prima di questo viaggio, di conoscerlo veramente. Sia io che gli amici che vivono tuttora là avevamo un’idea molto vaga di cosa si celasse nelle zone più interne e lontane dai maggiori centri abitati. Ho deciso di intraprendere questo cammino perchè solo così si può entrare profondamente nella realtà di un luogo e le dimensioni, tutto sommato ridotte, della regione mi hanno permesso di raggiungere il mio obiettivo nei tempi che avevo a disposizione. L’ispirazione mi è stata data anche dal film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo. Del Molise non si sente parlare quasi mai, eppure ha molto da offrire; è un territorio ancora intatto sotto molti punti di vista, ricco di cultura e tradizioni locali.

2) Qual è stato il tuo itinerario?

Sono partito dal Monte Meta, la vetta più alta del Molise al confine con Lazio e Abruzzo. Le prime tre tappe (Vallefiorita, Castel San Vincenzo sul lago e Acquaviva d’Isernia) le ho fatte con degli  amici molisani mentre, durante la quarta (Carovilli), ho avuto la compagnia della mia ragazza. Da Carovilli ho proseguito in solitaria facendo sosta a Capracotta, Agnone e Pietrabbondante. Da lì ho proseguito per Oratino, Macchia Val Fortore, Larino e San Martino in Pensilis,  arrivando infine a Termoli, sul mare Adriatico.

Manuel il Molise a piedi

3) Ti sei allenato prima di partire?

No, non è stato necessario. Mi piace camminare, ho fatto altri viaggi di questo tipo, come il Cammino di Santiago de Compostela, il mio primo viaggio a piedi in solitaria.

Il mio percorso in Molise prevedeva 20/30 km al giorno ma, essendo partito da 2200m circa e camminando verso il mare, è stata una  lenta discesa verso la meta. Ho chiesto molte volte un passaggio a mezzi locali come trattori e Apecar che passavano, era un modo per entrare in contatto con la gente del posto.

4) Cosa ti dicevano gli amici prima della partenza?

Bè, alcuni mi dicevano che ero un folle, che non ce l’avrei fatta. Nessuno di noi lo aveva mai fatto prima; inizialmente avevo deciso di partire con la tenda poi ho cambiato idea. Altri temevano che mi sarebbe successo qualcosa, che la chiusura culturale di alcuni luoghi dell’entroterra avrebbe potuto essere pericolosa per la mia persona. In realtà ho trovato una splendida accoglienza ovunque. Le persone che ho incontrato mi hanno accolto calorosamente e con molta curiosità. L’incontro con i locali è stato sicuramente une delle parti più importanti di questo mio viaggio. La maggior parte delle frazioni che ho attraversato contano non più di cinquecento abitanti, la sera mi offrivano da bere, mi invitavano a giocare a carte. Erano tutti molto incuriositi dalla mia presenza, non ero un turista, non ero un locale, in qualche modo ero come un pellegrino solitario che non si aspettavano di vedere arrivare armato di videocamera e microfono. Spero che la mia esperienza e il documentario che sto producendo, possano essere una finestra sul Molise per portarne alla luce la bellezza e la sicurezza, uscendo dai luoghi comuni a cui, spesso, si è portati a credere.

Manuel il Molise a piedi

5) Com’era la tua giornata “tipo”?

Sveglia la mattina presto, abbondante colazione con prodotti freschi locali e video-ripresa del paese in cui mi trovavo. Il più delle volte raggiungevo la tappa quotidiana quando il sole era già calato e non avevo modo di usare la telecamera. Poi mi mettevo in marcia, camminando fino a sera con soste per mangiare. Potevo percorrere strade asfaltate, sentieri, mulattiere. L’unica volta in cui, forse, ho avuto paura è stato quando mi sono trovato a dover percorrere una strada provinciale molto trafficata.

6) Dove passavi la notte?

Ho dormito in campeggio, in abitazioni private, ostelli e agriturismi; ho sempre trovato posto pur non prenotando tranne quando sono passato da Agnone dove ho rischiato di dover andare in albergo perchè tutte le sistemazioni economiche erano al completo. Fortunatamente mi hanno ospitato nella reception di un B&B dove mi hanno organizzato un letto di fortuna dicendomi però che sarei dovuto andare via all’alba perchè gli altri ospiti non potevano trovarmi lì. Splendido esempio di accoglienza locale. Quella mattina mi sono messo in cammino prima che il gallo cantasse!

Manuel il Molise a piedi

7) Pur essendo la seconda regione più piccola d’Italia dopo la Valle d’Aosta, il Molise è ricco di tradizioni e manifestazioni culturali e folkloristiche. Quali segnaleresti in particolare?

Molti non sanno che a Scapoli, nel mese di luglio, si svolge il Festival Internazionale della Zampogna, che vede la presenza di artisti provenienti dall’Italia e dal resto dell’Europa. Non solo concerti ma workshop, stage, convegni. Nell’ultima edizione ha ospitato un Master class sulla cornamusa elettronica a cura di Hevia.

Agnone invece è la località dove ha sede il più antico stabilimento al mondo nella produzione di campane e  che detiene l’esclusiva  del marchio sulle campane pontificie.

Un’altra importante e antica tradizione è mantenuta a Gambatesa dove a Capodanno si svolge la sagra della MAINTONATE. Una manifestazione che diventa pretesto per cantare pubblicamente vizi e virtù dei personaggi del paese, mettendone in luce l’aspetto umoristico e arrivando addirittura a dirne peste e corna davanti alla porta di casa. Un rito che può suscitare anche pesanti polemiche ma che poi finisce sempre per riunire le persone attorno ad una tavola per festeggiare l’anno nuovo.

Non per ultimo, il Molise è molto rinomato per la produzione di olio e a Larino, in particolare, ha sede l’Associazione Nazionale Città dell’olio.

Manuel il Molise a piedi

8) Qual è stato il luogo che ti ha lasciato un ricordo indelebile?

Questa esperienza è stata indimenticabile dal primo all’ultimo giorno, è stato tutto davvero bello, avevo delle aspettative piuttosto alte e non sono state deluse. Però, in effetti, quando sono arrivato a San Giuliano di Puglia, dove ci fu il terremoto nel 2002 e dove, nel crollo della scuola, morirono 27 bambini e una maestra, l’emozione è stata molto forte. Era come se, guardando le persone del luogo mi rendessi conto di quello che potevano aver visto i loro occhi. Ogni persona che incontravo aveva visto, era stata testimone di quell’orrore. Non ho intervistato nessuno a San Giuliano, non me la sono sentita.

9) Come hai vissuto, invece, l’ultima tappa, l’arrivo a Termoli?

Semplicemente mi sono spogliato e mi sono lasciato andare nel mare. C’erano i miei amici ad aspettarmi e la scena che hanno ripreso sarà anche il finale del mio documentario.

Manuel il Molise a piedi

10) Cosa pensi ti abbia dato in particolare questo viaggio?

Fin da quando ero piccolo passavo tutte le estati in Molise, appena finita la scuola non vedevo l’ora di andare, lì ho ancora la maggior parte dei miei amici ma è stato addentrandomi da solo e a piedi all’interno della regione che ne ho capito la bellezza e l’autenticità. Questo viaggio ha stimolato ulteriormente la mia curiosità e il lavoro che sto facendo per realizzare il documentario mi mette costantemente in contatto con una passione che forse, senza questa esperienza, non avrei sviluppato. Se dovessi riassumere in una sola parola il sentimento legato al mio cammino e alla scoperta della mia terra d’origine direi senza dubbio orgoglio.

11) Credi che il Molise possa diventare una meta turistica importante?

Sicuramente ha tutte le carte in regola per essere attraente ma non credo sia un tipo di viaggio o vacanza adatta a tutti. Non esistono i divertimenti classici di cui va in cerca il turista del viaggio organizzato.

Chi sceglie il Molise sa che va incontro a qualcosa di autentico, un viaggio nel mondo rurale di un pezzo d’Italia noto ancora a pochi.

Natura, relax e tradizione che si sposano con la buona cucina e l’accoglienza locale.

Manuel il Molise a piedi

12) Quale sarà il tuo prossimo viaggio?

Di certo tornerò ancora molte volte in Molise ma vorrei fare il giro della  Scozia in bicicletta, anche se so che avrò paura del cielo. Lì, il cielo, è sempre grigio.

25 Comments

Rispondi a Adelina Tartaglione Cancel

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • More Networks
Copy link
Powered by Social Snap