Claudio Pelizzeni: il giro del mondo sarà la mia terapia

Claudio Pelizzeni, 32 anni, originario di Piacenza“era” un bancario, vicedirettore di filiale a Milano. Il giro del mondo senza aerei è sempre stato il suo sogno nel cassetto. Affetto da diabete dall’età di 9 anni, decide di mollare tutto e dimostrare, con la sua esperienza, che il viaggio e la realizzazione dei propri sogni sono terapia per corpo e mente…

claudio pelizzeni giro del mondo senza aerei

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CIAO CLAUDIO, COME HAI MOSSO I PRIMI PASSI NEL MONDO DEI VIAGGI?

Ho sempre amato viaggiare, ma la scintilla è scoccata dieci anni fa in Australia. Mi ero laureato ed ero partito per Sydney, come tanti, con in mano il working holiday visa. Avevo con me due valigie da 20 kg l’una che dopo poco ho lasciato in un deposito nove mesi per riempire uno zaino da 15 kg e iniziare a visitare in lungo ed in largo questa nazione meravigliosa. Avevo appena scoperto il mondo “zaino in spalla”. Da quel momento non ho più smesso di viaggiare appena ne avevo il tempo.

QUANDO HAI SCOPERTO DI SOFFRIRE DI DIABETE E COME CI CONVIVI?

Avevo nove anni. Sinceramente non ho molti ricordi della mia vita non diabetica. Ho sempre convissuto bene con questa patologia, pur con alti e bassi. Mi ha permesso di avere uno stile di vita sano ed una alimentazione controllata. Fare le quattro  iniezioni di insulina al giorno è come allacciarsi le scarpe al mattino prima di uscire di casa: è per me routine quotidiana.

IN CHE MODO SEI ARRIVATO ALLA DECISIONE DI MOLLARE TUTTO E PARTIRE PER IL GIRO DEL MONDO VIA TERRA?

Non ero felice. Sentivo un richiamo sempre più forte. Nel mio blog lo chiamo fuoco interiore ed è proprio quello che sento. Vivevo una vita che non mi apparteneva in cui ci ero finito quasi per caso e senza troppa convinzione. Ero ad un bivio: o continuavo così riducendo sempre di più le possibilità di cambiamento o iniziavo ad ascoltare quel fuoco interiore.

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QUANTO TEMPO E’ PASSATO DALL’IDEA ALLA PRATICA?

Il sogno, più che l’idea, ce l’ho in testa da circa quattro anni. Alla fine della scorsa estate qualcosa di inspiegabile si è acceso in me e ho sentito che era il momento di provare a realizzare questo sogno. Così da settembre a dicembre ho iniziato a valutare tutte le possibili opzioni e a stendere un itinerario di massima. Ho visto che era fattibile e così ho dato inizio al progetto. Gli ultimi mesi li ho dedicati invece alla costruzione del video blog.

claudio pelizzeni

QUANDO SEI ARRIVATO A FARLO, QUALI SONO STATE LE REAZIONI TUE E DELLE PERSONE CHE TI CONOSCONO (COLLEGHI, AMICI, FAMIGLIA)?

Gli amici lo sapevano da tempo, quindi mi hanno sempre spronato a perseguire il mio obiettivo. I colleghi lo hanno saputo solo da qualche settimana e dopo una prima fase di incredulità, ora la stessa ha lasciato spazio ad una sana “invidia”. Devo ammettere che i miei capi hanno mostrato grande intelligenza e comprensione, potevano chiudermi in una stanza a fare fotocopie durante il preavviso, invece, mi hanno permesso di congedarmi nel migliore dei modi. Per quanto riguarda la famiglia, tutti hanno accettato la mia scelta e mi hanno sostenuto, ma certo all’inizio non è stato facile, inevitabilmente la preoccupazione è tanta. Devo tanto a loro, non deve essere stato facile.

 

PERCHE’ PENSI CHE VIAGGIARE POSSA ESSERE CONSIDERATA UNA FORMA DI TERAPIA?

Dal punto di vista del corpo, per un diabetico come per tutti gli altri, una vita sana ed in movimento è indubbiamente un toccasana. Poi c’è la mente, il nostro più potente strumento. Il viaggio e soprattutto le esperienze che andrò a vivere aiuteranno la mia mente ad essere sempre attiva e ad arricchirsi. Inoltre consideriamo che viaggerò in solitaria, pertanto la mia mente dovrà assolutamente parlare con il corpo e io dovrò imparare ad ascoltarlo.

PARTIRAI  PER IL GIRO DEL MONDO SENZA AEREI IL PROSSIMO 4 MAGGIO: PUOI RACCONTARCI , IN LINEA DI MASSIMA, L’ITINERARIO?

Partirò dalla  mia città natale, Piacenza, e come ogni mattina, prenderò il treno per Milano. Questa volta però proseguirò in bus fino in Polonia, a Varsavia. Da lì in treno per Mosca dove partirò in Transiberiana verso la Mongolia e la Cina. Scenderò quindi in Nepal e India, dove mi fermerò a fare volontariato in orfanotrofi  per poi attraversare l’oceano indiano in direzione sudest asiatico e poi scendere  in Indonesia e arrivare in Australia entro un anno.

La seconda parte del viaggio prevede l’attraversamento del pacifico su di un mercantile, fino in Sudamerica, dove vorrei fermarmi un anno. L’ultima parte prevede di arrivare in Africa e poi tornare a casa.

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 HAI DECISO DI ANDARE VERSO EST: PERCHE’?

Sento l’attrazione del sole quale fonte di energia primaria. Amo più le albe dei tramonti, sono più difficili e meno scontate, oltre che meno affollate,  quindi mi è sembrato naturale volgermi al suo sorgere.

IL TUO PROGETTO ‘TRIPTHERAPY’ PREVEDE CHE TU NON PRENDA AEREI: COME TI SPOSTERAI?

Mezzi locali innanzitutto, che siano bus, treni o barche. Per attraversare gli oceani cercherò invece di imbarcarmi su navi cargo e mercantili.

COME TI ORGANIZZERAI INVECE PER I PERNOTTAMENTI?

Cercherò di viaggiare di notte in modo da ammortizzare i costi, mentre quando mi fermerò nei paesi cercherò soluzioni low cost come gli ostelli. Mi piacerebbe riuscire a farmi ospitare dalle popolazioni locali, in cambio magari di un piatto di pasta all’italiana! Sono bravo ai fornelli…

UNE CENNO SUL TUO BAGAGLIO: COME SARA’?

Zainetto per le esigenze quotidiane e per custodire il materiale tecnologico che mi porterò con me: macchine fotografiche, computer ed una piccola scorta di insulina per un mese. Poi avrò il classico “zainone”, è un 70 litri che non intendo riempire completamente poiché vorrei avere sulle spalle al massimo 12 kg. In questo conserverò la scorta più grande di insulina.

QUELLO CHE MOLTI SI CHIEDONO E’: QUANTO COSTA, IN REALTA’ FARE IL GIRO DEL MONDO?

Troppi fattori incidono su un viaggio del genere. Alcuni sono gestibili secondo le proprie esigenze altri no. Parlo di alcuni trasporti e soprattutto dei visti di ingresso che, se rapportati a certe economie locali, hanno dei prezzi spropositati. Io mi sono posto l’obiettivo di voler render conto di tutto quello che spenderò affinché possa essere utile anche ad altri. Il mio target, ove possibile, sarà di spendere meno di 15€ al giorno.

COME SI ORGANIZZA UN PROGETTO DI TALE PORTATA? 

Personalmente sono partito da un’idea di massima, dopodiché mi sono concentrato sulla fattibilità, raccogliendo molte informazioni da altre esperienze similari. Internet in tutto questo processo è fondamentale. Occorre fare una attenta valutazione di costi, tempi e trasporti. Diciamo che negli ultimi sei mesi di giorno lavoravo in banca e di notte al progetto TripTherapy.

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QUALI SONO LE PAURE PRE-PARTENZA E QUALI METTI IN CONTO NEL PROSEGUIMENTO DEL VIAGGIO?

Oggi la paura più grande è che qualcosa vada storto da qui al 4 maggio. Qualsiasi cosa, anche rompermi una gamba!!

Quando sarò in viaggio credo che la paura debba lasciar spazio solo alla sana prudenza, in modo da evitare situazioni potenzialmente pericolose. Quindi non c’è vera e propria “paura”.

QUANTO CONTA, SECONDO TE, UN DESIDERIO ESAUDITO, NELLA GEOGRAFIA DELLA PROPRIA ESISTENZA?

A mio parere, se il desiderio viene dal profondo dell’anima, se guardandoti allo specchio pensi che non stai mentendo a te stesso,allora perseguire un sogno, esaudire un desiderio, penso possa essere uno snodo fondamentale nella propria esistenza.

SEI CONSAPEVOLE DEL FATTO CHEI SOGNI DI MOLTE PERSONE CAMMINERANNO SULLE TUE GAMBE?

Me ne sto accorgendo. Davvero, non credevo di coinvolgere cosi tante persone. Mi auguro di non deluderle e che la mia esperienza possa aiutare anche solo una persona nel perseguire e realizzare i propri sogni.

IN UNA SOLA PAROLA: L’EMOZIONE CHE PERVADE QUESTI POCHI GIORNI PRIMA DELLA PARTENZA?

Felicità. Perché finalmente oggi mi sento davvero felice.

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Per seguire Claudio nel suo lungo viaggio :

TripTherapy.net  oppure sulla sua pagina Facebook

 

 

 

 

 

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