Aurelio: viaggiare è il miglior investimento!

 

Ho conosciuto Aurelio in Tanzania, nel 2005. Abbiamo trascorso una decina di giorni insieme e siamo rimasti in contatto per tutti gli anni successivi.

52 anni, originario di Matera, ha vissuto molti anni in Emilia. Viaggiatore indipendente, parte spesso anche da solo per lunghi periodi; India, Sud America, Africa. Il racconto delle sue esperienze e del suo modo di viaggiare è un concentrato di elementi molto utili a chi volesse mettersi in cammino in maniera indipendente e solitaria. Aurelio ha uno sguardo attento e possiede i requisiti fondamentali per trasformare un semplice spostamento in viaggio: apertura mentale, spirito d’adattamento e una curiosità senza limiti!

1) Aurelio, come ha inizio il tuo desiderio di viaggiare? Ricordi un momento preciso?

In realtà sono stato sempre curioso, non credo ci sia stato un momento preciso in cui è nata la mia voglia di viaggiare. Ci sono poi degli eventi o degli incontri che amplificano un certo tipo di passione e che aprono una finestra su quello che diventa un lungo cammino da seguire. Ho iniziato con piccoli spostamenti in Italia e poi ho allargato gli orizzonti senza fermarmi più.

2) Quali paesi hai visitato finora?

Ho toccato tutti i continenti tranne l’Oceania. Ho viaggiato molto nel sud-est asiatico, in particolare in India, mio grande amore. Poi Europa, America latina, centro America, Africa…

Rispetto ai posti che ancora voglio vedere, sono solo all’inizio!

Aurelio viaggiare è il miglior investimento

3) Qual è stata la prima volta in cui ti sei sentito realmente in viaggio?

Sicuramente quando sono andato per la prima volta in India, è stato un amore a prima vista. Viaggiavo in solitaria e, in quell’occasione, ho capito che il vero viaggio si fa da soli.

Come se fossero due viaggi in uno: quello fuori e quello dentro di te. E’ una continua scoperta anche in base alle persone che si incontrano, al modo di reagire alle situazioni che si presentano.

Una vera e propria esplorazione intimistica mentre percorri le strade dell’ emisfero che hai scelto di vedere. Nel mio caso, è stata l’India, a svelare questo tipo di emozione, con i suoi colori, i suoi odori, il suo frenetico esistere tra mille contraddizioni.

4) Viaggiare in solitaria significa, secondo te, essere soli?

Direi proprio di no, non bisogna confondere la solitudine con l’essere soli in determinati momenti. La conseguenza del muoversi in solitaria è anche una maggiore apertura nei confronti degli altri, non solo locali ma anche altri viaggiatori. Trovare altre persone che, come te, stanno affrontando lo stesso cammino, confrontarsi, vedere le cose che hai visto tu con occhi altrui. E’ un elemento di ricchezza del viaggiare, poter alternare lo stare soli con la compagnia di altri, far incontrare diversi punti di vista, approfittare di uno scambio di opinioni.

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5) Che cosa significa per te viaggiare?

Per me viaggiare è una forma di sospensione, una fuga costruttiva dalla quotidianità che mi catapulta in una realtà altra e che mi dà piacere. Mi sono sempre messo in viaggio per cercare qualcosa che ancora non ho trovato ma continuo a cercare. E di conseguenza, continuo a viaggiare. E’ una ricerca stimolante, che mi spinge a non accontentarmi mai, ad andare oltre, a tentare di varcare un limite che, perennemente si sposta, si modifica, diviene altro.

6) Ti sei mai trovato, in viaggio, nella condizione di dover cambiare idea su determinate tue convinzioni?

La sospensione a cui accennavo prima è anche nei confronti del giudizio. Quando sono in viaggio sono un osservatore, cerco di pulire il mio sguardo dagli elementi della mia cultura per entrare il più possibile in quella che mi sta ospitando. Guardare senza giudicare: in qualche modo sento di non averne il diritto. Mi piace farmi sorprendere, non entrare completamente nella storia di un determinato luogo, non tentare di capire tutto quello che mi si presenta.

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7) Quando rientri da un lungo viaggio c’è qualcosa in cui ti senti cambiato?

Sicuramente non sono mai lo stesso, qualsiasi viaggio ha un forte potere trasformativo ed è forse una delle ragioni principali per cui continuo a viaggiare. Mi piace riscoprirmi sempre nuovo,

In viaggio non sento mai la mancanza dei comfort di casa mia e quando rientro mi accorgo di avere acquisito un’ulteriore forma di forza e, perchè no, di distacco da quelli che, solitamente, si ritengono elementi essenziali.

8) Esiste un luogo in cui ti sei detto: quì potrei viverci? 

Ogni luogo che ho visto mi ha portato a chiedermi se avrei potuto viverci, ho sempre immaginato la mia vita trasferita in quella realtà. Forse il Sud America, per una serie di motivi, potrebbe essere culturalmente più vicino a me. Poi però penso che la questione non sta tanto nel dove trasferirsi quanto nel come soddisfare quella sorta di “demone” del viaggio, quella voglia di andare, di spostarmi,che mi accompagna.

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9) Solitamente come organizzi i tuoi viaggi?

Non li organizzo. Compro il biglietto aereo, leggo un pò di informazioni per pianificare una bozza di itinerario che, solitamente, e come è giusto che sia, viene stravolto dagli accadimenti.

Finora mi sono affidato alla Lonely Planet, mi dà la sufficiente tranquillità per quanto riguarda i punti di riferimento, la trovo ben fatta, ma non la seguo alla lettera, anzi, il più delle volte la tengo chiusa.

10) C’è un momento, all’interno del tuo viaggio, in cui decidi di perderti?

Sempre! Perdersi vuol dire viaggiare! Le tue gambe vanno da sole, non avverti la fatica e la curiosità è tale che ti porta ad esplorare vie, quartieri o mercati dove alla fine perdi un pò l’orientamento.

Una piacevole sensazione di essere in un luogo e ovunque allo stesso tempo. Un’altra forma di sospensione, un galleggiamento vero e proprio. Nel frattempo, la mente registra i punti di riferimento che ritiene importanti e te li restituisce per il ritorno alla base. Perdersi volontariamente, in realtà, è un esercizio di orientamento e si riesce ad attivare anche quella bussola biologica di cui siamo tutti provvisti.

11) Quali supporti usi per la memoria in viaggio, per trattenete quello che vedi? Fotografia, scrittura….

Li uso entrambi, fotografia e scrittura. però devo dire che, spesso, avere una macchina fotografica può trasformare quello che dovrebbe essere un semplice documentare o trattenere i fatti avvenuti, in una specie di lavoro. Si finisce col vivere il viaggio in funzione dello scatto, dell’immagine rubata, del panorama mozzafiato. Personalmente ho arginato un pò questa mania, cerco di godermi l’avventura senza bisogno di troppi filtri. Un piacere di tipo diverso, invece, mi viene dato dallo scrivere. Prendermi una pausa e scrivere, annotare quello che mi ha colpito, un’emozione, una sensazione, un fatto. Seduto magari nel mezzo di un mercato, mentre mangio specialità locali o nella hall della guesthouse dove soggiorno degustando un tè o altro. Diventa anche un modo per tenersi compagnia quando si viaggia da soli.

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12) Un oggetto che non manca mai nel tuo bagaglio?

Il mio sacco-lenzuolo.

13) In che cosa si differenzia un turista da un viaggiatore, ammesso che questa differenza esista?

La differenza sostanziale sta forse tra vacanza e viaggio. Vacanza intesa come puro svago, divertimento e relax oppure viaggio che, a mio parere, è sempre qualcosa di costruttivo, a volte può essere impegnativo e faticoso. Spostarsi con i mezzi locali, entrare in una quotidianità altrui che per noi può essere dura, maleodorante, a volte inaccettabile. Addentrarsi nei ritmi del luogo, nelle abitudini, assorbirne la crudezza e l’infinità umanità. Credo che viaggiare sia un vero investimento sulla tua persona, forse ancora prima del “mattone”. Che poi, se viaggi, a che ti servono i mattoni??

14) Il ricordo che più ti torna in mente quando non sei in viaggio?

La luce. Ricordo un viaggio sempre per la luce. Ogni viaggio ha la sua. Ogni posto me ne regala una diversa. Il momento della giornata che ricordo invece maggiormente è quello legato alla mattina e alla prima colazione. Andarsene in giro a cercare un posto sulla strada per fare il primo pasto col sole tiepido della mattina, sapendo che un nuovo giorno ti aspetta. Che un nuovo viaggio sta per cominciare….

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