10 cose da non dire a una donna che viaggia da sola

Le donne che viaggiano da sole lasciano sempre una scia di domande dietro di sé. Come se, chi resta a guardarle nell’atto di allontanarsi per vedere quanto più mondo possibile, non ne capisse il significato, come se quel ‘da sole’ volesse per forza dire ‘noia, pericolo, solitudine’.

E’ così da sempre, a guardarci bene. O almeno da un paio di secoli, da quando le donne, stanche di casa e uncinetto, hanno deciso di uscire dalle mura domestiche ed esplorare il pianeta. Perché no, in solitaria.

E ci si chiede come mai le domande, i dubbi o le affermazioni di chi resta a casa abbiano quasi sempre a che fare con la paura e con l’ipotesi che qualcosa di terribile possa succedere, proprio per il fatto di essere sole.
Per fortuna intere generazioni di viaggiatrici dimostrano che i piedi e i sogni delle donne possono portare molto lontano e che da sole non significa ‘perché non ho nessuno’ ma ‘perché voglio stare con me’ e vedere in cosa riesco e in cosa fallisco, mentre vado incontro alla bellezza del mondo.

cose da non dire a una donna che viaggia da sola

dal film ‘Tracks’ – photo © The Weinstein Co.

10 COSE DA NON DIRE A UNA DONNA CHE VIAGGIA DA SOLA

 

MA DOVE VAI DA SOLA?
E’ la domanda basica, quella che contiene anche tutte le altre: tu che sei una donna, indifesa, alla mercé di malintenzionati e di chissà quale altra catastrofe. Dove vai da sola senza un uomo al tuo fianco, senza un gruppo che ti protegga, senza una guida? Che bello poter rispondere: vado più o meno dove voglio. Nei limiti del possibile.

MA NON HAI PAURA?
Il mondo fa paura a chi non lo ha mai visto e questa è la domanda che arriva puntale, da chi ha consumato chilometri e tempo per non uscire mai dai propri confini, per restare un po’ sempre a casa anche ad altre latitudini. Una donna che viaggia da sola può anche avere paura ma sa, ormai lo sa, che le paure si sconfiggono viaggiando. Sperimentando la strada.

GUARDA CHE LI’ E’ PERICOLOSO
In ogni luogo un pericolo: che siano banditi, terroristi, fantasmi o narcotrafficanti, ci sono sempre racconti, ‘sentito dire che’, frammenti di verità che potrebbero offenderti, rovinare il tuo viaggio, farti pentire di essere partita da sola. Poi si va e si torna e nulla succede. Anzi no, una cosa succede: che hai sempre più voglia di andare, anche da sola. Forse il mondo non è poi così pericoloso.

MA NON TI ANNOI?
Per niente. E dovrebbe bastare come risposta, se non fosse che chi immagina una donna da sola in giro per il pianeta intenta a visitare città, villaggi e modi di esistere diverso dal nostro, la pensa in compagnia soprattutto della noia. Come se la noia potesse andar d’accordo con quel numero indefinito di giorni e momenti in cui la parola ‘ordinario’ è del tutto assente. Con la natura stessa del viaggio, insomma.

COME FAI SE TI SUCCEDE QUALCOSA?
La paura, a volte, è più agghiacciante del pericolo stesso. L’immagine di una viaggiatrice solitaria che prende un aereo e in poche ore si ritrova dall’altra parte del pianeta accende l’interrogativo ‘ come fai se ti succede qualcosa? A chi ti rivolgi? Chi ti aiuterà?’. Se hai un po’ esperienza in materia di viaggi sai che c’è sempre qualcuno disposto a darti una mano, nel bel mezzo di una metropoli come in un remoto villaggio locale. E che non è detto che quel ‘qualcosa’ che deve succedere sia per forza qualcosa di brutto. Anzi.

cose da non dire a una donna che viaggia da sola

dal film ‘Wild’

PERCHE’ NON CHIEDI A QUALCUNO DI VENIRE CON TE?
Ecco, questa, tra tutte, è forse la peggiore. Come se la scelta di partire da sola non fosse il frutto di una decisione ma la conseguenza di non avere nessuno con cui farlo. Come se poi andasse bene chiunque per decidere dove, cosa e come trasformare uno spostamento da qui a lì in quello che può essere chiamato ‘un viaggio’.

CHE TRISTEZZA, NON AVER NESSUNO CON CUI CONDIVIDERE
A meno che, come Cris McCandless nel film ‘Into the wild’ non ti trovi nel bel mezzo dell’Alaska a vivere di cacciagione e bacche, troverai sempre qualcuno con cui condividere le tue sensazioni. In giro per il mondo ci sono tante persone: viaggiatori, abitanti del luogo, chi si sposta per lavoro, chi è solo di passaggio e, come te, vuole scambiare due chiacchiere, chi ti siede accanto ovunque tua sia, il conoscente in ostello, l’amico della strada.

MI RACCOMANDO: NON DARE CONFIDENZA A NESSUNO
Imparare di chi fidarsi e di chi invece no è una delle abilità che si sviluppano quando si viaggia da sole. Non dare confidenza a nessuno significa negarsi la possibilità di incontrare persone interessanti e magari degne della nostra fiducia. Sviluppare e affinare l’istinto, sentire quello che dice la pancia davanti ad un estraneo, imparare dai propri errori. Ed è proprio la mancanza dell’altro, del compagno di viaggio, a regalarci questa opportunità.

NON TI SENTI SOLA AL RISTORANTE?
Una delle domande più frequenti: ma come fai a sederti ad un tavolo e mangiar da sola? Le persone potrebbero pensare che sei sola, senza nessuno al mondo che voglia condividere una cena con te. Potrebbero si. Ma potrebbero anche vedermi da un’altra prospettiva: chissà chi è? Chissà da dove viene? Che donna intraprendente deve essere. Le ipotesi sono infinite, e infiniti sono i modi per non sentirsi sole e non interrogarsi su quello che pensa la gente.

E SE…?
E poi la lunga lista di ‘e se…’: se ti scippano, se ti violentano, se perdi l’aereo, se smarrisci il bagaglio, se finisci i soldi, se scoppia una bomba, se ti punge la mosca tse tse… una quantità di ipotesi catastrofiche che fermerebbero chiunque. Ma non chi ha capito, sulla propria pelle, che non ci sono luoghi totalmente sicuri nel mondo, così come non ce ne sono di totalmente insicuri, e che il mondo non ti fa per forza vedere il peggio di sé, quando decidi averci a che fare.

 

Se vuoi conoscere la storia di chi ha mollato tutto per viaggiare in solitaria puoi leggere: ‘Marzia D’ascenzo: mollo tutto e faccio il giro del mondo’.

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